Dopo il precedente del 2022, gli accertamenti dei carabinieri forestali seguono una pista che porta nuovamente oltre confine

È una storia che si ripete. Nei giorni scorsi, in un prato di Faloppio, poco distante dal confine, sono stati scoperti oltre trecento pneumatici usati: dapprima una cinquantina, poi tutti gli altri. Un ritrovamento che richiama un episodio già avvenuto all’inizio del 2022.
Allora le gomme di autovettura erano state trovate all’interno del Parco Pineta, il più grande “polmone verde” della Lombardia. Il primo rinvenimento risale al 27 marzo di quattro anni fa a Lurago Marinoni, il secondo al 6 aprile a Mozzate. Anche in quel caso si trattava di pneumatici provenienti da Locarno.
Un gommista locarnese aveva affidato le gomme a una ditta del Mendrisiotto specializzata nello smaltimento di pneumatici usurati. Lo smaltimento illecito, con conferimento nel Comasco, si era poi rivelato una scelta errata: una volta identificato dai carabinieri, l’uomo era finito sotto processo per reati ambientali, rimediando una condanna con pena nei limiti della condizionale, una multa superiore ai 10mila euro e l’obbligo di pagamento per la rimozione e lo smaltimento dei pneumatici.
Il caso era stato risolto anche grazie al fatto che le gomme erano “firmate”, con etichette incollate sul battistrada che riportavano il numero di targa delle autovetture di provenienza e il nome del garage che aveva effettuato il cambio.
Elementi simili sarebbero emersi anche dopo la scoperta a Faloppio di oltre trecento pneumatici, motivo per cui gli accertamenti dei carabinieri forestali di Appiano Gentile, coordinati dalla Procura di Como, avrebbero imboccato nuovamente una pista che porta al Ticino. Sui taccuini dei militari figurerebbe infatti un nominativo riconducibile, secondo quanto si apprende, a un gommista del Mendrisiotto.