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18.04.2022 - 22:18
Aggiornamento: 19.04.2022 - 20:04
di Marco Marelli

Emergenza umanitaria, ma non Covid

Nella grande massa di profughi giunta in Lombardia dall’Ucraina il tasso di positività al coronavirus è molto basso: l’1,8 per cento

Emergenza umanitaria sì, emergenza Covid no. Sono infatti residuali i numeri delle persone trovate positive al Covid-19 nella grande massa di profughi arrivata in Lombardia dall’Ucraina. Il tasso di positività è pari all’1,8%. A renderlo noto è l’assessorato al Welfare della Regione Lombardia.

Su un totale di 18’406 tamponi effettuati nella giornata di venerdì, sono 293 quelli risultati positivi e 39 quelli debolmente positivi. Il numero delle vaccinazioni totali somministrate a ucraini in Lombardia tra il 1. e il 29 marzo ammonta a 3’229. Il 44% dei testati ha meno di 18 anni, il 36% ha tra i 25 e i 49 anni. Quasi 13mila sono le donne, 5.485 gli uomini. La Lombardia è una delle regioni che ha accolto il maggior numero di fuggitivi dalla guerra. Fra le città lombarde quella che ha più accolto, come era prevedibile, date le dimensioni, è Milano, seguita da Como e Varese.

Nel capoluogo lariano in prima fila nell’aiuto ai profughi ucraini troviamo don Giusto Della Valle, missionario in Africa, parroco di Rebbio, molto conosciuto anche in Canton Ticino, soprattutto dopo le attività portati avanti in occasione dell’emergenza dell’estate 2016 con migliaia di migranti che premevano sulla ramina nella speranza di entrare in Svizzera. Intanto è di sabato la notizia che 30 abitazioni sequestrate a un imprenditore giudicato "socialmente pericoloso" per una serie di "violazioni di natura fiscale" verranno utilizzate per sistemare un centinaio di ucraini scappati dalla guerra. Gli alloggi si trovano a Grosotto, in Valtellina.

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