16.04.2022 - 17:42
Aggiornamento: 20.04.2022 - 17:47

Ancora una fumata nera per la funivia di Monteviasco

Vana, per ora, la ricerca di un gestore per l’impianto fermo dall’incidente mortale del 2018. Situazione insostenibile per i sette residenti

di Marco Marelli
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Aspettando un gestore

Ancora una ’fumata nera’ – la sesta in pochi mesi – per la rinascita della funivia di Monteviasco, ferma dal 12 novembre 2018, a seguito dell’incidente mortale che causò il decesso di un manutentore, stritolato dalla cabina dell’impianto che collega Ponte di Piero (frazione di Curiglia), al borgo alle pendici del Monte Pola, al confine col canton Ticino, da sempre raggiungibile solo con 1’442 gradini, in quanto non ci sono strade, neppure mulattiere percorribili con fuoristrada.

Sei manifestazioni di interesse sin qui praticamente deserte, o quasi, con soggetti non idonei per la gestione della funivia che dopo gli impegnativi lavori per rispettare le norme di sicurezza, dal 2 dicembre è pronta ma non ancora collaudata: le autorità ministeriali competenti daranno infatti il via libera definitivo non appena trovato un nuovo gestore. Figura che, appunto, a oggi non c’è.

Una situazione insostenibile per i sette residenti di Monteviasco, che si sono fatti il quarto inverno senza funivia, come pure i proprietari di seconde case, i ristoratori in difficoltà, con la ciliegina di due anni di pandemia e isolamento quasi assoluto. Gli anziani residenti di Monteviasco continuano a essere riforniti dai carabinieri di Luino.

Ora, alla vigilia della bella stagione il rischio è che l’impianto rimanga ancora fermo. «Ho contattato Regione Lombardia per trovare una soluzione in grado di far ripartire la funivia – commenta Nora Sahnama, sindaco di Curiglia con Monteviasco –. Siamo consapevoli che ci troviamo in una zona relativamente ‘periferica’ dal punto di vista commerciale rispetto a zone solo all’apparenza più blasonate. L’assenza di un nuovo gestore rappresenterebbe una sconfitta per tutti a partire da chi ha profuso impegno e forze, anche economiche, per riattivare al più presto il servizio».

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