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Ti-Press
10.03.2022 - 11:03
Aggiornamento: 14:05
di Marco Marelli

Viavai al confine: il pieno in Ticino, le scorte in Italia

Fra aumento dei prezzi e timori per la guerra, molti lombardi fanno benzina in Ticino e diversi ticinesi fanno scorte di beni essenziali in Italia

Parlare di economia di guerra al confine tra il Canton Ticino e le province pedemontane lombarde, come da qualche giorno scrivono i media di Como e Varese, appare decisamente eccessivo, ma molti segnali (che arrivano soprattutto dai supermercati comaschi e varesotti) stanno ad indicare un consistente viavai alla ricerca dei prezzi migliori, accentuato adesso che l’inflazione ha ripreso a correre, spinta dal caro energia.

Si comincia dal prezzo del carburante che a Como è salito sopra i 2,35 euro al litro, con il gasolio che alla pompa è riuscito a superare la benzina. Si dice che negli ultimi giorni sarebbero tornate le code di auto con targa italiana dirette fuori dagli impianti del Canton Ticino dove, rigorosamente pagando in contanti, si può riuscire a risparmiare anche 10 euro a fronte di un pieno. Se però si paga con carta di credito addio risparmio. Se i lombardi vanno in Canton Ticino per il pieno, gli svizzeri farebbero la scorta nei supermercati di confine di cibo, acqua e generi di prima necessità da portare all’interno dei loro rifugi. Questo dopo che, a seguito dell’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhya che la notte del 3 marzo scorso ha tenuto mezza Europa con il fiato sospeso, il governo elvetico ha diramato l’allerta. "La popolazione dovrebbe essere in grado di provvedere al proprio sostentamento per diversi giorni senza aiuti esterni. Si raccomanda di tenere delle scorte sufficienti per circa una settimana: derrate alimentari a lunga conservazione, 9 litri d’acqua per persona nonché i medicinali più importanti".

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