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(Ti-Press)
Italia
01.06.2021 - 18:53
Aggiornamento: 19:26
di Marco Marelli

Anche i parlamentari Pd chiedono deroghe per le zone di confine

Dopo la petizione dei commercianti, anche deputati e senatori Pd chiedono al ministro Speranza una deroga all'obbligo di tampone entro 30 km dal confine

Dopo la petizione promossa dai commercianti di Lavena Ponte Tresa, ecco in giornata la presa di posizione dei parlamentari del Partito Democratico che hanno scritto al ministro della salute Roberto Speranza affinché sia firmata il primo possibile l'ordinanza per far circolare liberamente i cittadini dell'area Schengen, svizzeri compresi, entro i 30 chilometri dal confine. ''Dopo tutto il lavoro fatto in queste settimane, coinvolgendo i Ministeri degli Esteri e della Salute, per far riaprire i confini con la Svizzera e far respirare l’economia di frontiera non sono spiegabili ulteriori ritardi”, dichiarano il senatore varesino del Pd, Alessandro Alfieri e la deputata comasca Chiara Braga, che insieme ai capigruppo di Senato e Camera oggi hanno formalmente scritto al ministro Speranza. ''Signor Ministro, – scrivono i parlamentari Dem – abbiamo accolto con sollievo e fiducia quanto disposto nella sua ultima ordinanza, che permette l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen, oltre che da Gran Bretagna e Israele, senza obbligo di quarantena. Resta tuttavia l’obbligo di esibire all’arrivo nel nostro Paese un tampone molecolare o antigenico con esito negativo, effettuato nelle 48 ore che precedono l’arrivo in Italia. È una limitazione che fa sentire i suoi effetti più pesanti soprattutto nelle aree adiacenti ai confini, in cui la consuetudine agli scambi tra le persone è radicata. Sono scambi resi oggettivamente complessi dalla necessità di effettuare un tampone. Per questo Le chiediamo di valutare l’opportunità di istituire una deroga da applicare alle aree a ridosso dei confini nazionali, per una fascia della profondità massima di 30 chilometri, entro la quale i cittadini dell’area Schengen possano muoversi per effettuare incontri con familiari, fare acquisti di beni di consumo, espletare necessità di natura personale. Confidiamo che, nell’attesa dell’entrata in vigore del pass vaccinale europeo questa nostra richiesta possa andare incontro a esigenze di territori ben identificati mantenendo alti, com’è giusto, i livelli di sicurezza sanitaria”.

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