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16.05.2021 - 11:180
Aggiornamento : 22:08

A Ponte Tresa protestano per il tampone obbligatorio

Manifestazione dei commercianti per l'obbligo di un tampone negativo anche per i vaccinati. "Ci siamo sentiti presi in giro"

"Ci avete lasciato in mutande": l'obbligo di tampone negativo anche per i vaccinati non è piaciuta ai commercianti di frontiera e questa mattina a Lavena Ponte Tresa hanno inscenato una protesta simbolica, recandosi a ridosso della dogana muniti di mutande da appendere; alcuni di loro si sono persino calati i pantaloni.

La manifestazione è stata promossa dal gruppo Facebook "Wonderful Ponte Tresa Shopping'' i cui portavoce hanno dichiarato: ''Ci siamo sentiti presi in giro per l'ennesima volta: sembrava che il certificato di vaccinazione poteva essere riconosciuto come valido per varcare la dogana, e invece no. Ci troviamo in gravi difficoltà da mesi, anche la politica dice di interessarsi alla nostra situazione, ma l'interesse non si traduce mai in azioni concrete che ci aiutano a uscire dalla crisi''.

L'ordinanza firmata nel fine settimana dal ministro italiano della salute Roberto Speranza elimina la mini-quarantena di 5 giorni per chi arriva dall'Unione europea e dai territori dell'area Schengen (Svizzera compresa), da Gran Bretagna e Israele. Resta però l'obbligo per tutti – compresi come detto coloro che sono già stati vaccinati o sono guariti dal Covid 19 – di esibire in dogana un tampone molecolare o antigenico rapido con esisto negativo, effettuato nelle 48 ore che precedono l'ingresso in Italia. Misure che per i commercianti di Lavena Ponte Tresa e in generale dei comuni di frontiera, rappresentano un freno all'arrivo dei ticinesi. Da qui, quindi, la protesta di stamane. Manifestazione condivida da Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa, nonchè presidente dell'Associazione comuni di frontiera: ''Condivido e sostengo l’azione che i commercianti di Lavena Ponte Tresa stanno mettendo in piazza. Azione che vuole ribadire quello che da troppo tempo ormai stiamo dicendo: non si tiene conto della specificità del territorio e non si mettono in campo norme coraggiose, che altri stati come Francia e Germania hanno emanato. Che hanno permesso alle zone di frontiera di riprendere il proprio cammino e garantire la ripresa economica ad attività di fatto impossibilitate a lavorare da quasi un anno. Sono con loro!''.

Pronti a mobilitarsi anche a Ponte Chiasso

I commercianti di Ponte Chiasso stanno pensando a una mobilitazione dopo che oggi, domenica, come peraltro era previsto, la clientela ticinese ha disertato i loro negozi, anche se è stato abolito l'obbligo di mini-quarantena di cinque giorni per poter entrare in Italia. Resta invece l'obbligo di presentare il certificato di un tampone negativo (test molecolare o antigenico, mentre è escluso il fai da te, in quanto è privo di certificazione) fatto 48 ore prima di varcare il confine. Una misura che sembra fatta per scoraggiare i ticinesi a fare lo shopping nei negozi e nelle boutique, la spesa alimentare e la consumazione nei bar e nei ristoranti nei Comuni della fascia di frontiera. Non si escludono manifestazioni di protesta dal Verbano al Lario, passando dal Ceresio e sino alla Valchiavenna e alla Valtellina.

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