26.04.2021 - 15:58
Aggiornamento: 17:12

Corrotto nuovamente sotto processo a Ivrea

L'accusa all'ex finanziere inquisito anche in Ticino è di aver emesso fatture false per sponsorizzazioni gonfiate delle gare di rally

di Marco Marelli
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Ti-Press

È nuovamente sotto processo a Ivrea Pier Giuseppe Corrotto, ex brigadiere della Guardia di finanza, che continua ad essere sotto inchiesta anche a Lugano, nell'ambito di un'indagine nel corso della quale era stato arrestato assieme ad un ispettore fiscale e un italiano, imprenditore a Agno, attivo nel mondo della MotoGp, e a Como. Unitamente ad altri diciotto indagati, accusati a vario titolo di frode fiscale per oltre 12 milioni di euro realizzata attraverso l'emissione e l'utilizzo di fatture false per sponsorizzazioni gonfiate emesse da società "cartiere" a favore di scuderie automobilistiche.

Anche nell'inchiesta per la quale Pier Giuseppe Corrotto è sotto processo a Ivrea - assieme a sei imputati, fra cui un fratello - è accusato di aver emesso, attraverso una sua società sempre di Ivrea, fatture false sulle sponsorizzazioni gonfiate delle gare di rally per una mezza dozzina di milioni di euro. Il tutto, per consentire a numerose società di evadere il fisco. Insomma, un sistema collaudato che sembra ripetersi all'infinito, nonostante le diverse inchieste. Attualmente, il procedimento penale di Ivrea è in sede di udienza preliminare davanti al gup Ombretta Vanini del Tribunale della città piemontese, che è chiamata a valutare la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Alessandro Gallo.

Tra le imputazioni promosse dal magistrato inquirente c'è anche l'occultamento dei libri contabili, che sarebbe stato fatto per non consentire la ricostruzione dei redditi e del volume di affari della società dell'ex finanziere. A Corrotto è contestata anche la recidiva relativa a precedenti condanne. Le condotte prese in esame si riferiscono a fatti commessi tra il 2010 e il 2014. Periodo al quale fanno riferimento le inchieste di Lugano e Como e le precedenti condanne di Corrotto. Incominciando da quella del 2014 a Rimini per la quale aveva patteggiato quattro anni, nell'ambito di una indagine della Guardia di finanza riminese, la "madre di tutte le inchieste" sulle sponsorizzazioni gonfiate. Le Fiamme gialle di Rimini nel luglio 2012 avevano arrestato tre persone, fra cui un ex pilota di rally e Giuseppe Corrotto, diventato broker dopo che si era trasferito a Lugano, dove per anni è stato il titolare di una società utilizzata per il riciclaggio dei soldi provenienti dalle sponsorizzazioni gonfiate. Una seconda condanna, a dieci mesi di reclusione, gli è stata inflitta dalla Corte d'Appello di Torino.

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