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laR
 
28.02.2021 - 17:41
Aggiornamento : 20:46

Campione d'Italia torna zona arancione. Fine della 'Movida'

Stop all'Eldorado per i ticinesi che fino a sabato hanno preso d'assalto bar e ristoranti dell'enclave. Sette di loro multati per assembramento

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Stop dell'Eldorado sul Ceresio, nell'ultima domenica in zona gialla. L'assalto dei ticinesi a bar e ristoranti di Campione d'Italia non c'è stato, in quanto respinto dai carabinieri all'Arco che segna il confine tra l'enclave e Bissone e dalle guardie di confine svizzere. I militari, infatti, hanno effettuato severi controlli all'altezza del Valico di Campione d'Italia, diventato operativo dal 1° gennaio 2020 con l'entrata dell'enclave nello spazio doganale europeo, una sciagura per la comunità campionese, alle prese con problemi in buona parte ancora irrisolti. La quasi totalità di coloro che avrebbero voluto raggiungere l'enclave è stata rimandata indietro se non aveva giustificati motivi.

Inflitte multe di 400 euro a testa

Sette ticinesi nella giornata di sabato 27 febbraio giunti a Campione d'Italia per consumare un pranzo in una pizzeria dell'enclave sono stati multati dai carabinieri per assembramento. Alcuni di loro non indossavano la mascherina. Quattrocento euro a testa la sanzione pecuniaria per ognuno dei multati per non aver rispettato alcune delle misure in vigore in Italia per combattere la diffusione del Covid-19, quale il distanziamento e l'uso della mascherina. «Da quando Campione d'Italia è entrato in zona gialla (oggi domenica 28 febbraio è ultimo giorno in cui in Lombardia e quindi anche nell'enclave gli spostamenti sono liberi, ndr) dalla Svizzera abbiamo avuto un grosso afflusso» - commenta il tenente colonnello Natale Grasso, comandante il Nucleo carabinieri di Campione d'Italia. «Molti erano cittadini campionesi che risiedono in Ticino, per cui potevano tornare a Campione. Buona parte però non lo potevano fare, in quanto c'è una dogana di mezzo. Ci sono norme e misure differenti». Fra le misure che differenziano Campione d'Italia al Ticino è ad esempio l'uso della mascherina. Per quanto è dato sapere nei fine settimana di febbraio, mese in cui Campione d'Italia, come tutta Lombardia, è stato in zona gialla, numerosi sono stati i ticinesi richiamati dai carabinieri in quanto non indossavano la mascherina. Molti l'avevano in tasca, per cui sono stati invitati a indossarla, evitando perciò la contravvenzione. Chi non l'aveva è stato multato. Comunque, il problema non si porrà, in quanto la Lombardia, e quindi anche l'enclave, da domani, lunedì 1° marzo, cambia colore: passa all'arancione e quindi chiusura di bar, ristoranti e pizzerie. Solo l'asporto è consentito. Un dato da evidenziare: due sono i campionesi contagiati dal virus. Il dato, fornito dall'Ats, si ferisce a giovedì sera. Insomma, l'assalto degli svizzeri non sembra aver avuto conseguenze.

'Sabato c'era così tanta gente che in un bar sono finiti persino i bicchieri'

Ma fino a sabato la presa d'assalto degli esercizi pubblici da parte dei ticinesi è proseguita. «C'era così tanta gente ieri, che in uno dei bar sono persino finiti i bicchieri di vetro. Una cosa mai vista». La più aggiornata fotografia di Campione d'Italia la traccia per noi un giovane del Luganese che frequenta regolarmente l'enclave. Il nostro interlocutore assicura che in questi ultimi giorni l'enclave è stata presa d'assalto, soprattutto dai ticinesi. Il motivo di tale ressa è facile da intuire: la Lombardia - e Campione ne fa parte - dal 1° febbraio è diventata zona gialla. Per la 'movida' questo ha significato bar e ristoranti aperti, quanto non può invece offrire da mesi il Ticino - una decina, complessivamente, gli esercizi pubblici, situati soprattutto sul versante del lago. «Ma alle 18 devono chiudere». E oltretutto da lunedì le serrande devono tornare abbassate. Se non si poteva trovare un solo posto al tavolo, come si poteva bere qualcosa? «Con le ordinazioni da asporto. Ti prendi il tuo da bere e stai fuori». E qui sorge il problema degli assembramenti, una preoccupazione che si è acuita negli ultimi giorni. «Tutti avevano le mascherine. E anche nei bar su questo sono severi. In alcuni c'è anche un servizio d'ordine con il buttafuori».
Finora varcare il confine tra Ticino e Campione d'Italia è apparso semplice. «L‘ordinanza sulle misure di lotta contro il coronavirus nel traffico internazionale dei passeggeri si basa sull’auto responsabilità dei viaggiatori» - aveva spiegato a laRegione nei giorni scorsi, Donatella Del Vecchio, portavoce dell’Amministrazione federale delle dogane. «L’Afd effettua controlli basati sul rischio ed è presente ai valichi di frontiera nell’ambito del suo mandato». «I controlli vengono effettuati non solo in modo statico ma anche in modo mobile», aveva precisato Del Vecchio. Ieri i doganieri hanno respinto i ticinesi senza un valido motivo per varcare il valico. E da domani addio 'Movida'. 

 

 

 

 

 

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