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17.02.2021 - 09:57

In Lombardia un coronavirus su tre è 'inglese'

Questo risulta al direttore del reparto Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano

Ats, a cura de laRegione

La sensazione è che la variante inglese sia al 30% dei contagi. Così Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, in un'intervista al Corriere della sera.

"Io ho il reparto invaso da nuove varianti e questo a breve potrebbe portarci problemi seri - osserva - quello che posso dire è che dei 20 letti che seguo direttamente almeno uno su tre ormai è occupato da contagiati da una variante. Non ho ancora dati precisi, ma possiamo ipotizzare si tratti di quella inglese. Per ora non abbiamo evidenza di altri ceppi".

Galli rileva che "la sensazione ormai è che queste siano le proporzioni che si vedono nel resto della città, ma anche in tutta Italia. In Lombardia siamo tra il 30 il 35% di incidenza della variante inglese". A preoccuparlo "quello che è accaduto nel Regno Unito, dove tutto è partito intorno al 23 settembre scorso. Se ne sono accorti più o meno due mesi dopo e nel giro di poco ha sostituito l'altro ceppo, che era quello che girava da noi; essendo altamente più diffusiva, ci metterà poco a diventare dominante, imprimendo un ritmo più veloce. Diciamo che se prima era un andamento moderatamente lento, potrebbe diventare molto più rock, con tutti i danni del caso".

Alcune varianti - spiega - "purtroppo hanno una marcia in più. E quella inglese, in termini di capacità di diffusione, è molto pericolosa. Per questo serve una campagna vaccinale molto rapida ed estesa, altrimenti è difficile venirne fuori; in questa fase serve tenere i nervi saldi ma non c'è nessun motivo di credere che sia più virulento come virus, semplicemente è una variante più contagiosa".
 
 

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