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19.01.2021 - 17:250
Aggiornamento : 18:44

Malpensa tornerà ai volumi di attività pre-Covid nel 2023

Nello scalo vicino a Varese su quarantamila lavoratori occupati, sette su dieci sono in cassa integrazione. La preoccupazione dei sindacati

Su quarantamila lavoratori occupati a Malpensa attualmente, sette su dieci sono in cassa integrazione. È uno dei dati che fotografano quanto sia stato pesantissimo l'impatto del Covid-19 sullo scalo che nei primi mesi dello scorso anno sembrava dovesse continuare il trend positivo che andava avanti da quasi cinque anni. Il calo dei viaggiatori, passati dal 27 milioni del 2019 ai 7 milioni dello scorso anno, è stato del 75 per cento. Con il coronavirus il 2020 è stato l’anno orribile per lo scalo: la maggior parte delle compagnie hanno tagliato voli e al momento è difficile fare previsioni riguardo alla ripresa. ”Una situazione come quella che stiamo vivendo era impensabile – dice Luigi Liguori, segretario generale della Filt Cgil di Varese –. Un dato fa capire la gravità della crisi occupazionale di Malpensa, con sette lavoratori su dieci in cassa integrazione“. Nell'ultima legge di bilancio il governo italiano ha stanziato ristori per i gestori aeroportuali e previsto, al termine della cassa integrazione straordinaria che scade alla fine di marzo, 12 settimane di “cassa Covid” con scadenza alla fine di giugno. Per altri sei mesi è stato garantito un ulteriore sostegno economici ai dipendenti. Ma non basta. “Purtroppo di fronte alla drammatica situazione per la quale al momento non si intravedono segnali di miglioramento, riteniamo come sindacati necessario che la ‘cassa Covid’ sia prolungata fino alla fine del mese di dicembre - sottolinea il sindacalista -. Sollecitiamo su questo punto il Governo, che riconosca la necessità del provvedimento e chiediamo il sostegno di tutti i parlamentari del nostro territorio a favore della nostra richiesta”. Una richiesta che si fonda anche sul fatto che nonostante la resistenza del settore cargo (meno 10 per cento) la situazione sembra destinata a rimanere molto preoccupante. Conclude Luigi Liguori: “La più ottimistica delle previsioni azzarda un ritorno ai volumi di attività preCovid nell’estate 2023: di mezzo ci sono lunghi mesi nei quali Malpensa deve non solo sopravvivere alla crisi ma anche individuare e mettere in atto le strategie per uscire dal tunnel, cercando di salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro”.

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