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Il Casinò di Campione
TI-PRESS
25.10.2020 - 08:23
di Marco Marelli

Chiesto il processo per gli ex sindaci di Campione d'Italia

Sul fallimento del Casinò e il dissesto del Comune si prospettano 18 rinvii a giudizio per vari titoli di reato

Chiesto il processo per 18 indagati, fra cui gli ultimi due sindaci, Marita Piccaluga e Roberto Salmoiraghi, e i loro vice Florio Bernasconi e Alfio Balsamo, nell'ambito dell'inchiesta sul maxi crac del Casinò di Campione d'Italia. Il rinvio a giudizio è stato chiesto dai sostituti procuratori Pasquale Addesso e Antonia Pavan, coordinati dal procuratore Nicola Piacente. A sostenere l'accusa non ci sarà Addesso, il magistrato inquirente che ha coordinata l'inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di finanza di Como. Il pm Addesso ha ottenuto il trasferimento alla Procura di Milano. Una indagine, quella della Procura lariana, scaturita da un esposto presentato tre anni fa da Salmoiraghi e Balsamo, nel periodo in cui in Consiglio comunale erano seduti sui banchi della minoranza. Ora saranno sul banco degli imputati. Un esposto-boomerang per i due che comunque è valso a far emergere una situazione insostenibile che nessuno sino ad ora ha chiarito come sarebbe stato possibile sanare. Al centro dell'inchiesta la voragine di debiti del Casinò e del Comune: il primo dichiarato fallito, e chiuso nel luglio 2018 con conseguente licenziamento di tutti i 480 dipendenti, il secondo in dissesto finanziario, con drastica riduzione del personale passato a 100 a 17 lavoratori. Un buco complessivo per oltre 200 milioni di euro. Oltre ai quattro amministratori locali, fra gli imputati troviamo anche l'ex amministratore delegato Carlo Pagan, componenti del consiglio di amministrazione  e del collegio sindacale della casa da gioco e gli ex revisori di conti del Comune. I reati contestati a vario titolo sono falso in bilancio e abuso d'ufficio. L'ex comandante dei vigili urbani Maurizio Tumbiolo e l'ex capo dell'area comunale economico finanziario Emanuela Radice, che aveva redatto il documento che ha spinto Salmoiraghi e Balsamo ha presentato l'esposto-battistrada dell'inchiesta, sono accusati di corruzione. Stando all'accusa la Radice per beneficiare dei vantaggi fiscali (meno tasse) riconosciuti ai campionesi aveva fatto figurare di risiedere a Campione d'Italia in un appartamento di Tumbiolo, quando in realtà non avrebbe mai smesso di vivere a Cornaredo. In cambio la dirigente comunale avrebbe archiviato un procedimento disciplinare avviato nei confronti di Tumbiolo. Per l'accusa un classico caso di "do ut des". Negli ambienti giudiziari comaschi non si esclude che l'udienza preliminare possa essere fissata entro la fine dell'anno.

 

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