La Corte d'Appello di Londra ha annullato le condanne per gli ex dipendenti Barclays, allineandosi al precedente verdetto della Corte Suprema.
Condanne annullate nel Regno Unito anche per gli ultimi 5 imputati di presunto coinvolgimento nello scandalo della manipolazione dei tassi di cambio sulle valute Libor ed Euribor.
La Corte d'Appello di Londra, che le aveva inizialmente inflitte, si è oggi allineata al verdetto con cui l'anno scorso la Corte Suprema aveva accolto il ricorso di due altri ex trader della City, uno dei quali di origini italiane, assolvendoli pienamente a conclusione di una lunga quanto controversa odissea giudiziaria consumatasi fra il Regno Unito e gli Usa.
I 5 imputati soggetti alla revisione odierna sono tutti ex dipendenti della banca Barclays ed erano stati in un primo tempo riconosciuti colpevoli della manipolazione del London Inter-Bank Offered Rate (Libor) (il tasso medio al quale le grandi banche si prestavano denaro a breve termine, ndr) e del suo equivalente in euro, Euribor, denunciata a cavallo della crisi finanziaria globale del 2008.
La cancellazione della condanna, formalizzata da un altro collegio della Corte d'Appello, era stata preannunciata dagli avvocati della difesa ancor prima della lettura del dispositivo. Ed era in effetti scontata dopo la pronuncia del luglio 2025 a favore dei due imputati principali rimasti impigliati nelle maglie della giustizia britannica nell'ambito della vicenda: Tom Hayes e Carlo Palombo.
Hayes e Palombo, arrestati e processati in passato negli Stati Uniti con altre 17 persone, s'erano già visti ritirare le imputazioni oltre oceano. L'anno scorso la Corte Suprema aveva poi dato ragione alle loro denunce di trattamento iniquo anche nel Regno, censurando duramente l'operato dei giudici d'appello: non senza definirli vittime d'un caso di "mala giustizia".
Le conseguenze del "Libor scandal" sono state multe per oltre 9 miliardi di dollari inflitte a colossi come Barclays, UBS, Deutsche Bank e RBS, oltre alla caduta dei vertici di Barclays, incluso il CEO Bob Diamond.