Economia

On lancia Cyclon Resale per ritiro e riuso di scarpe e abbigliamento

Clienti in Svizzera, Regno Unito e USA ricevono buoni in base allo stato degli articoli; spedizione a carico di On, priorità a rivendita o donazione

20 marzo 2026
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I prodotti On consumati non finiranno più nel cestino: il produttore di articoli sportivi lancia "Cyclon Resale", un nuovo sistema di ritiro che consente ai clienti di restituire scarpe, abbigliamento e giacche usate ricevendo in cambio un buono. L'iniziativa parte dalla Svizzera, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, il mercato di gran lunga più importante per il marchio.

Il meccanismo è semplice ma non prevede ancora la resa in negozio: i prodotti vanno rispediti per posta con spese di spedizione a carico di On, riferisce l'agenzia Awp. In base al tipo di articolo e al suo stato di conservazione, l'azienda accredita un importo: in Svizzera si ricevono 30 franchi per un paio di scarpe da adulto, 20 per quelle da bambino, fino a 50 franchi per le giacche. Per magliette e shorts, l'importo è di 10 franchi. Se il prodotto non è più rivendibile e può solo essere donato o riciclato, il cliente ottiene un buono forfettario di 5 franchi.

"Ciò funziona solo se i consumatori partecipano", spiega all'Awp Begüm Kürkçü, responsabile della sostenibilità di On, sottolineando che il nuovo programma nasce per superare le barriere d'ingresso del precedente servizio in abbonamento. I prodotti in ottime condizioni verranno rivenduti come articoli di seconda mano su una piattaforma dedicata; quelli non più vendibili saranno donati a organizzazioni umanitarie come Soles4Souls.

Solo in ultima istanza si procederà al riciclo. "Riciclare non è automaticamente la soluzione più sostenibile", osserva Kürkçü. "Dipende molto dalla composizione del prodotto." On punta a progettare articoli con il minor numero possibile di materiali per facilitare il recupero.

Dal punto di vista economico, l'azienda non si aspetta effetti significativi a breve termine. Sul lungo periodo, però, iniziative come questa potrebbero rafforzare l'immagine del marchio e preparare il terreno in vista di future normative sulla responsabilità estesa del produttore.

Secondo Kürkçü, la validità dell'iniziativa dipenderà in larga misura dalla clientela. "Si può sviluppare il prodotto più sostenibile del mondo, ma se i consumatori non lo restituiscono, il sistema non funziona", chiosa l'esperto. L'effetto sarebbe ancora maggiore se altri operatori del settore e la politica collaborassero più strettamente. Kürkçü cita come esempio il sistema elvetico per la raccolta del PET.