La debole domanda in Cina e la concorrenza difficile incidono sui risultati, ma BMW conferma le previsioni per il 2025
Risultati in calo per il gruppo automobilistico tedesco BMW, che ha registrato una flessione del 26,4% dell'utile netto del primo trimestre, a 2,2 miliardi di euro, a causa della debole domanda in Cina.
Giù anche i ricavi, scesi del 7,8% a 33,8 miliardi di euro, mentre le consegne globali di veicoli sono diminuite dell'1,4%, attestandosi a 586'000 unità, sempre per via della situazione in Cina e della difficile concorrenza sul mercato.
Tuttavia, spiega il gruppo, "considerata la domanda sostenuta per i suoi veicoli premium, BMW Group è in grado di confermare le sue previsioni per l'anno" 2025 anche se in uno scenario volatile con trattative in corso sulla nuova politica dei dazi Usa il potenziale impatto delle tariffe nel 2025 può "essere solo stimato, sulla base di ipotesi".
Nonostante il forte calo della redditività BMW ha comunque ottenuto risultati migliori rispetto ai concorrenti nazionali: Mercedes-Benz ha registrato una contrazione dei profitti del 43%, scesi a 1,7 miliardi di euro, mentre Volkswagen, il principale gruppo tedesco, ha visto una diminuzione del 41%, a 2,2 miliardi di euro. "Performance finanziarie stabili e un'efficace gestione dei costi hanno caratterizzato il primo trimestre nonostante il contesto difficile", ha dichiarato il direttore finanziario Walter Mertl, aggiungendo che BMW continuerà a ottimizzare la propria efficienza e le strutture di costo.