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Economia
04.07.2019 - 09:020

Le aziende ticinesi hanno solo il 2% di posti di lavoro vacanti

Stando ai dati raccolti da Adecco, nel resto della Svizzera le aziende continuano a cercare personale anche se ci sono i primi segnali di rallentamento

Le aziende continuano a essere alla ricerca di personale, ma nel contempo vi sono segnali di rallentamento nei comparti più esposti alla congiuntura: è questa la fotografia del mercato del lavoro scattata dallo specialista del lavoro interinale Adecco in collaborazione con l'Università di Zurigo.

Nel secondo trimestre gli annunci di posti vacanti sono saliti del 9% su base annua. I dati raccolti nell'ambito dell'Adecco Group Swiss Job Market Index mostrano che la crescita ha interessato tutte le regioni. La zona più dinamica (+23%) è la Svizzera orientale (TG, SG, AI, AR, GR, GL), che conferma una tendenza rilevata sin dal 2016. Al secondo posto si inserisce l'Espace Mittelland (FR, NE, JU, BE), con un +13%. Seguono Svizzera centrale (ZG, SZ UR, NW, OW, LU, +8%), Zurigo (ZH, SH, +7%), Svizzera nord occidentale (BS, BL, SO, AG, +6%) e regione del Lemano (GE, VD, VS, +4%).

Il Ticino non è stato considerato in questa classifica. Adecco mette però ugualmente in risalto una particolarità del cantone sudalpino: fra Airolo e Chiasso le aziende che hanno posti vacanti sono solo il 2% del totale, contro il 15% di media nazionale. E solo il 51% degli impieghi liberi è oggetto di un un annuncio, a fronte di una quota del 78% in Svizzera.

Tornando sul piano nazionale a livello settoriale spiccano le progressioni di annunci nei rami dell'insegnamento e dei servizi pubblici (+26%) nonché della sanità (+18%). Più staccati sono il settore tecnico (+11%), l'informatica (+10%), il management (+10%), la costruzione (+10%), il commercio e la vendita (+7%), gli uffici e l'amministrazione (+5%), la ristorazioni e i servizi personali (+4%). Unico comparto negativo è quello della finanza (-1%).

"Il mercato del lavoro svizzero continua a crescere, ma lo fa soprattutto nelle categorie professionali meno dipendenti dalla congiuntura, come il personale docente e i servizi pubblici", afferma la Ceo di Adecco Svizzera Nicole Burth, citata in un comunicato odierno. "Altre categorie professionali risentono già degli effetti delle previsioni economiche negative: nel campo delle società finanziarie e fiduciarie, ad esempio, continua la stagnazione osservata già nel trimestre precedente".

"Questo sviluppo è tipico della fase avanzata di un ciclo economico", afferma l'economista Marius Osterfeld, pure citato nella nota. "Sia la persistente carenza di lavoratori qualificati che le prospettive economiche negative fanno sì che le aziende cerchino di trovare e trattenere i talenti sul lungo termine". Questo si riflette anche sul mercato del lavoro temporaneo, che subisce un calo.

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