Keystone
Economia
27.04.2018 - 15:240

‘Progressi significativi nella ristrutturazione’ per Credit Suisse

Il Ceo Tidjane Thiam: ‘Abbiamo lavorato per rimediare a una pesante eredità’

Credit Suisse (CS) ha compiuto progressi significativi nell’ambito della sua ristrutturazione iniziata nell’autunno 2015. Lo sostiene Urs Rohner, presidente del Consiglio di amministrazione dell’istituto bancario. "Ovviamente c’è ancora molto lavoro da fare", osserva il manager, parlando oggi all’assemblea generale degli azionisti in programma a Zurigo.

"Nel primo dei due anni della nostra ristrutturazione abbiamo compiuto progressi significativi nell’aumentare i nostri ricavi, generando una crescita redditizia e rimediando alla pesante eredità", rileva dal canto suo il CEO di Credit Suisse Tidjane Thiam, precisando che il numero due bancario elvetico ha "una forte presenza in mercati attrattivi".

A fine 2017, dopo due terzi della fase di ristrutturazione, la banca aveva già superato ampiamente gli ambiziosi obiettivi fissati per il 2018, soddisfacendo anche per tre quarti l’obiettivo di riduzione dei costi.

"Le nostre attività di gestione patrimoniale hanno raggiunto l’85% dei nostri obiettivi di profitto combinati prima delle imposte", aggiunge Thiam, sottolineando che "nell’investment banking abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di rendimento e migliorato i rendimenti sui mercati globali".

"Abbiamo mantenuto la dinamica e registrato un buon inizio nel primo trimestre del 2018", rileva Thiam, riferendosi ai risultati annunciati mercoledì. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, Credit Suisse ha aumentato l’utile netto del 16% a 694 milioni nei primi tre mesi dell’anno. In particolare grazie alla gestione patrimoniale su cui Credit Suisse ha deciso di focalizzarsi.

Le disponibilità finanziarie globali sono aumentate notevolmente nell’ultimo decennio. "Dal 2006 – due anni prima della crisi finanziaria globale – al 2016 i patrimoni delle persone più ricche al mondo sono aumentati da 26 miliardi a 59 miliardi di dollari", indica Thiam, ovvero quasi un raddoppio della ricchezza mondiale in un tempo relativamente breve.

Questo fenomeno non è limitato solo in alcune parti del mondo. "L’opportunità è estremamente attrattiva sia nei mercati emergenti, sia in quelli già maturi", sostiene il CEO del numero due bancario elvetico. Mentre i mercati emergenti sono alla base di questa crescita, le posizioni delle attività nei mercati maturi sono più elevate in termini assoluti.

Credit Suisse ha deciso di concentrarsi nel settore della gestione patrimoniale degli imprenditori, che sono i principali produttori di capitali in una società. Le imprese usufruivano dei servizi bancari per l’investment banking e man mano che i patrimoni crescevano, essi avevano bisogno di servizi di gestione patrimoniale e consulenza. "Ecco perché il nostro focus sulla gestione patrimoniale di livello mondiale va di pari passo con la fornitura di eccellenti servizi di investment banking", rileva Thiam di fronte ai circa 1200 azionisti.

Nel primo trimestre del 2018, i nuovi fondi netti ammontavano a 25,1 miliardi di franchi. Di questi, 14,4 miliardi sono legati alla gestione patrimoniale. "È il valore più alto degli ultimi sette anni", ribadisce il CEO di Credit Suisse.

La quota di fondi propri (CET1) dell’istituto bancario è passata dal 12,8% alla fine del quarto trimestre al 12,9% a fine marzo. "Abbiamo già soddisfatto i requisiti svizzeri che saranno applicati dal 2020", conclude Urs Rohner. Il presidente del Cda nel corso dell’assemblea ha poi rivolto un pensiero a Hermann Struchen, un piccolo azionista scomparso a ottobre all’età di 87 anni. L’uomo era molto critico nei confronti dell’azienda ed era ormai una sorta di leggenda.

Dal canto suo Ethos, la fondazione di investimento ginevrina attenta ai principi dell’etica e del buon governo di impresa, si oppone alle retribuzioni ai manager da parte di Credit Suisse. Parlando all’assemblea degli azionisti, Ethos si è inoltre detta contraria alla rielezione del presidente del Cda Urs Rohner.

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