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15.05.2017 - 11:10
Aggiornamento: 11.12.2017 - 18:19

"Poco liberali": Avenir Suisse boccia le misure di accompagnamento alla libera circolazione

a cura de laRegione
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GPUTZU

Il gruppo di riflessione vicino all’economia Avenir Suisse giudica le misure d’accompagnamento alla libera circolazione globalmente dannose. Nell’interesse di un "mercato del lavoro liberale" andrebbero in parte riformate e abolite: ne approfitterebbero i giovani e le persone che riorientano la loro carriera professionale.

Le misure di accompagnamento sono state introdotte nel 2004 per attenuare gli effetti negativi, in particolare il rischio di dumping salariale, dell’Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Ue. Per il legislatore garantiscono condizioni di concorrenza identica per imprese e lavoratori europei e svizzeri.

La paura della pressione sui salari si è dimostrata "ampiamente infondata", scrive la "fabbrica di idee" liberale in un rapporto dal titolo "Rischi ed effetti secondari delle misure di accompagnamento", pubblicato oggi.

Stando a numerose ricerche citate nel documento, l’immigrazione si è rivelata favorevole per l’occupazione della popolazione locale. Anche l’evoluzione degli stipendi globalmente non ha subito effetti negativi. Ne hanno approfittato in particolare forze lavoro indigene poco qualificate, si legge nello studio.

Avenir Suisse piuttosto individua grossi svantaggi nelle misure accompagnatorie. A suo avviso il loro scopo principale è stato quello di proteggere la popolazione indigena dall’apertura del mercato del lavoro. L’introduzione di salari minimi però ha tutelato coloro che vi erano già integrati. Chi cerca di entrarvi per la prima volta o dopo un riorientamento professionale risulta invece penalizzato.

In certi settori lo scopo delle misure di accompagnamento è "travisato": vengono infatti utilizzate per fronteggiare la concorrenza estera usando i salari minimi per ridurre quella sui prezzi. Il fenomeno, sostiene Avenir Suisse, è particolarmente palese nell’edilizia e nei servizi privati di sicurezza.

Il rapporto raccomanda in particolare di sopprimere l’estensione facilitata del campo d’applicazione dei contratti collettivi di lavoro (CCL). È questo il fattore principale responsabile della crescita dei salari minimi, sostiene la "fabbrica d’idee".

Avenir Suisse suggerisce di implementare le misure accompagnatorie solo nei rami "in cui indicatori economici dimostrano chiaramente cambiamenti negativi del mercato del lavoro". Si tratta di settori che registrano un calo dei salari reali e di quelli in cui il personale viene soppiantato. I controlli vanno "gradualmente riportati a un livello normale".

Giovedì scorso la Segreteria di Stato dell’economia ha pubblicato il proprio rapporto sulle misure d’accompagnamento per il 2016. I controlli hanno rilevato un leggero aumento, rispetto all’anno precedente, delle infrazioni in materia di condizioni salariali e di lavoro presso le imprese svizzere sprovviste di CCL e i lavoratori distaccati attivi nei settori pure privi di CCL.

I sindacati hanno reagito chiedendo misure più efficaci. Unia ritiene in particolare necessario fissare più salari obbligatori.

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