Italia

Addio a Giorgio Bracardi, il genio surreale che irrise la maschera italiana

Insieme a Mario Marenco, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni fu protagonista di una stagione della radiotelevisione italiana che ha fatto storia. Aveva 93 anni

Addio a Giorgio Bracardi, il genio surreale che irrise la maschera italiana
Nel 1982 in ‘Banana Joe’ di Steno
(Wikipedia)
12 ottobre 2026
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“Un intellettuale sotto mentite spoglie” dice di lui Renzo Arbore. Un comico surreale che ha cambiato con i suoi geniali comprimari di ‘Alto Gradimento’ la storia dello spettacolo, della radio e poi della tv. Se n’è andato a 93 anni Giorgio Bracardi, istrionico comico, musicista, compositore, animatore insieme a Mario Marenco, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni di una stagione della radiotelevisione italiana che ha fatto storia. Le sue maschere sono state quelle di personaggi che hanno fotografato vizi, caratteri e debolezze di un’Italia nel pieno del cambiamento culturale tra anni Settanta e Ottanta, che hanno accompagnato le giornate di tanti italiani, giovani e meno giovani. Con battute e tormentoni che le generazioni nate nel secolo scorso hanno impresse nella mente: da all’uccello Scarpantibus all’urlo Patroclooo!, dalle invettive “in galeraa!” o “chettefrega!” del professore Aurelio Ovidio Marcellini al giornalista Max Vinella, fino all’esaltato gerarca fascista Ermanno Catenacci di “e giù manganellàtte”.

Bracardi se n’è andato passati i novant’anni, in una casa di riposo a Fiano Romano dove era ricoverato dalla scorsa primavera dopo una rottura del femore: negli ultimi dieci giorni era peggiorato e i nipoti hanno fatto in tempo a dargli un ultimo saluto. I funerali si terranno domani a Roma, nella sua Monteverde dove aveva vissuto fino a pochi mesi fa.

Romano, Bracardi aveva vissuto fin da bambino nell’ambiente dello spettacolo. Il padre fu uno dei primi gestori del Salone Margherita di Roma, la madre Edvige era un soprano e il padre Glauco un tenore e tutti i loro cinque figli furono educati alla musica e impararono a suonare uno strumento: Giorgio era pianista, in seguito divenne compositore e partecipò anche al Festival di Sanremo come autore. Bracardi divenne però un artista molto popolare a partire da ‘Alto Gradimento’ e con Arbore era poi sbarcato anche in tv con ‘Quelli della notte’, nel 1985, ma poi partecipò anche a ‘Pronto, chi gioca?’, condotto da Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli, e nel 1989 condusse e interpretò ‘Chiappala chiappala’ su Rai 2. Nel 1995 passò a Mediaset, a ‘Striscia la Notizia’, nel ruolo del fittizio portavoce di Silvio Berlusconi, Lucio Smentisco. “Un genio. Unico e irripetibile, raffinato e aggressivo,” dice di lui Dario Ballantini, celebre imitatore di Striscia. Ma a rendergli onore, nonostante le frizioni che li avevano portati a uno scontro a carte bollate, è Renzo Arbore: “Umorista eclettico, talento unico e irripetibile”, dice di lui, e però spiega: “Non abbiamo mai fatto satira dei tempi, né imitazioni: la nostra caratteristica era inventare personaggi di pura fantasia, surreali, in nome della goliardia bella e sana di quegli anni, di buon gusto”.

Quella goliardia intelligente che ancora commuove un amico che gli è rimasto a fianco fino agli ultimi giorni: Andy Luotto. “Gli ho voluto davvero bene, le sue fotografie, di lui con i miei figli in braccio, sono incorniciate a casa mia. Lo amavano tanto anche loro”, che fin da bambini avevano imparato a misurarsi con la sua comicità surreale e goliardica. Inviato a cena a casa Luotto, seduto a una tavola ben apparecchiata, aveva spiazzato i bimbetti con una delle sue proverbiali pernacchie: i piccoli ne rimasero così impietriti da nascondersi sotto al tavolo non sapendo se averne paura o riderne. Poi tutti al piano a cantare a squarciagola: “Io so’ stronzo, me ne vado a zonzo”.

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