Cinema

Venezia 83: Leone d'Oro a ‘Woman Unknown’, Premio speciale della giuria a ‘NAZA’

Massimo riconoscimento all'unica regista in Concorso. Premiato il documentario dei due registi israeliani sull'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza. Miglior regia al russo Ilya Khrzhanovsky per ‘DAU’, dedicato all'Ucraina

May el-Toukhy, la regista danese di ‘Kvinde Ukendt’ (Woman Unknown), Leone d’Oro
(Keystone)
12 settembre 2026
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La Giuria di Venezia 83, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, dopo aver visionato i 21 film in competizione ha assegnato il Leone d'Oro a ‘Kvinde Ukendt’ (Woman Unknown) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia), unica regista in Concorso. Il film, ambientato nella Danimarca del dopoguerra, ha conquistato anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, andata alla protagonista Mathilde Arcel.

Il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria è andato a ‘Ga-Neung-Han Sa-Rang’ (Possible Love) di Lee Chang-dong (Corea del Sud), l'altro Leone d'argento, quello per la migliore regia, al cineasta russo Ilya Khrzhanovsky per ‘DAU’ (Germania, Francia, Svezia), che ha dedicato il premio agli ucraini “che lottano per pace e libertà”.

La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è andata a John Malkovich per ‘Wild Horse Nine’ di Martin McDonagh (Uk, Usa, Cile), il Premio per la migliore sceneggiatura a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce per ‘Un Bon Petit Soldat’ di Stéphane Brizé (Francia).

Il Premio Speciale della Giuria è andato a ‘NAZA’ di Yuval Abraham e Rachel Szor (Regno Unito). I due registi israeliani hanno girato di notte, sui tetti di Tel Aviv, un documentario di 80 minuti nel quale – attraverso le testimonianze anonime di ventiquattro tra militari e funzionari dell’intelligence israeliana – svelano i meccanismi che regolano le uccisioni di massa di civili palestinesi a Gaza da parte dell'esercito israeliano (‘NAZA’ è termine militare che indica le vittime collaterali).

Il Premio Marcello Mastroianni per il/la miglior giovane emergente è stato assegnato all'attrice Malou Khebizi, protagonista di ‘15/18’ (A Place to Heal) di Cédric Kahn.

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