E che ci sia tanta guerra in questo Palmares si vede anche nel Grand Prix andato a Minotaur del russo Andrey Zvyagintsev dove sullo sfondo di un omicidio si vede la corruzione dilagante di una Russia sofferente in guerra contro l'Ucraina. Anche La Bola Negra (The Black Ball) di Javier Ambrossi e Javier Calvo si porta dentro l'intolleranza, quella verso la cultura omosessuale. In questo melodramma pop tra memoria queer, spettacolo e fantasmi della transizione post-franchista c'è una tesi non da poco: la storia nel suo complesso manca di un bel pezzo, ovvero quella di chi per la sua sessualità è stato sepolto vivo ed è diventato invisibile. Un Grand Prix andato ex aequo anche Fatherland di Paweł Pawlikowski, ancora un film sull'Europa con il ritorno in patria nel 1949, in bianco e nero, dello scrittore tedesco Thomas Mann e di sua figlia un Paese ormai diviso e pieno di rovine.
Sul fronte miglior attore la giuria raddoppia: così il premio va meritatamente ai due straordinari protagonisti di Lukas Dhont, Emmanuel Macchia e Valentin Campagne, per il film Coward che racconta con grande bravura come possa nascere un grande amore anche nella più terribile delle guerre, quella di trincea. Rimane però la delusione per Javier Bardem, dato tra i favoriti della vigilia per l'interpretazione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen. Così come per Pedro Almodovar senza riconoscimenti per Amarga Navidad.
Il premio per l'interpretazione femminile invece va alla coppia Virginie Efira e Tao Okamoto di All of a Sudden del giapponese Ryūsuke Hamaguchi che affronta capitalismo, fragilità umana, declino demografico e fine vita in un mondo votato all'autodistruzione. Tutto questo sullo sfondo di un'amicizia filosofica tra due intellettuali: Efira, direttrice di una casa di cura nella periferia di Parigi, e Okamoto, regista teatrale giapponese, molto filosofa e devota al metodo Basaglia.
Premio per la sceneggiatura super meritato a Notre Salut (Un uomo del suo tempo) di Emmanuel Marre, film belga molto sostenuto dai critici francesi e valorizzato del protagonista Swann Arlaud nei panni di un funzionario mediocre che si è fatto spazio in un governo di Vichy carente di quadri.
The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach conquista il Premio della Giuria. Protagonista è una donna: Veska, un'archeologa vive in una città di frontiera dimenticata da Dio, dove il mondo criminale non è che prolungamento naturale del vuoto lasciato dopo il crollo dell'Est europeo.