Balletto per tutti i gusti, ieri sera alla Scala, con l'atteso trittico McGregor/Maillot/Naharin, terza produzione della stagione, salutato dal pubblico con entusiasmo e applausi e grida di approvazione.
E' tornato Wayne McGregor con uno dei pezzi più rappresentativi, 'Chroma', per la prima volta su un palcoscenico italiano nel ventennale dalla sua creazione, con la quale esplora la capacità del corpo umano di comunicare emozioni sulla musica moderna di Joby Talbot e Jack White III. Il 'cromatismo' del titolo traspare dal contrasto fra le emozioni suscitate dai movimenti e il bianco della scenografia minimalista. "Non è solo danza contemporanea - spiega il coreografo nel programma di sala - ma un modo per riconsiderare il potenziale dei corpi altamente sintonizzati e articolati nella danza classica", interpretata da 10 elementi del balletto scaligero.
Anche la seconda coreografia, di Jean-Christophe Maillot, è rappresentata in prima assoluta per l'Italia. E' anch'esso un balletto moderno ma si immerge nelle appassionate, malinconiche note di Alekandr Skrjabin, suonate da Leonardo Pierdomenico su un pianoforte a coda sistemato sul fondo del palcoscenico. E' danzata da Marie Celeste Losa, Roberto Bolle, Nicoletta Manni, Domenico di Cristo, Agnese di Clemente, Gabriele Corrado e Said Ramos Ponce. Il titolo 'Dov'è la luna', si riferisce a un momento triste di Maillot, addolorato dalla morte del padre colpito da un cancro fulminante, e riflette la considerazione che gli esseri umani non possono restare soli, perché il rapporto con l'altro è fondamentale per l'evoluzione dell'umanità.
Il terzo balletto 'Minus 16', nato nel 1999 dalla creatività del coreografo israeliano Ohad Naharin, può essere visto dallo spettatore medio come la liberazione più completa del balletto da tutti i canoni, classici e moderni. Comincia già durante l'intervallo dopo l'esibizione precedente. Quando ancora il pubblico si sposta tra la sala e il foyer, sul palcoscenico appare un ballerino in abito nero, che comincia a muoversi, ma non nei classici passi di danza, ma con movimenti tra il buffo, il dilettantesco e l'acrobatico. Il pubblico accorre, le luci si attenuano e i ballerini diventano quattro, sei, dieci, quindici, venti.. tutti vestiti di nero, pantaloni, giacca e borsalino. Il ballo è ritmato sulle musiche di una colonna sonora che spazia dal mambo al cha cha cha, dalla musica techno a quella tradizionale israeliana, ma anche alla celebre 'Sway' cantata da Dean Martin. A un certo punto i ballerini scendono in sala e scelgono dei partner (evidentemente preparati) tra il pubblico, portandoli sul palcoscenico che diventa, fra gli applausi del pubblico una sorta di sala da ballo comune. Alla fine gli spettatori in visibilio battono le mani a ritmo con la musica. Applausi scroscianti per tutti.