Cinque anni dopo la scomparsa e novant'anni dopo la nascita, Carla Fracci continua a vivere nel corpo e nell'anima di chi danza. Alla Scala, il Gala Fracci ha celebrato la sua eredità con uno spettacolo denso e partecipato, capace di tenere insieme memoria e presente, tradizione e rilettura contemporanea, nel segno di una figura che resta un riferimento assoluto della storia del balletto.
Ad aprire la serata, il Défilé degli allievi della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala, a ribadire il filo diretto tra formazione e palcoscenico che fu centrale nella visione artistica della "Signora della danza". Poi il grande repertorio, affidato a étoile, primi ballerini e ospiti internazionali, con l'Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Kevin Rhodes. Tra i momenti più attesi, il ritorno alla Scala di Jacopo Tissi, primo italiano nominato étoile al Bolshoi e oggi principal dancer del Dutch National Ballet. In coppia con la prima ballerina scaligera Alice Mariani, Tissi ha danzato il passo a due de La Bella addormentata nel bosco di Rudolf Nureyev, offrendo una lettura elegante e intensa, segnata da una forte qualità lirica, nel segno di un ideale passaggio di testimone con Fracci. Di forte impatto anche l'inserimento, per la prima volta nel Gala, del passo a due del secondo atto della Giselle di Akram Khan, interpretato da Camilla Cerulli e Marco Agostino: una rilettura potente e fisica di un capolavoro romantico e disperato, che ha restituito l'attualità universale del mito più iconico della carriera di Fracci.
Tra gli apici della serata, il passo a due "dello specchio" da Onegin di John Cranko, affidato a Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko: lei, di una bellezza folgorante e magnetica, ha dominato la scena con una presenza luminosa e un'evidente maturità interpretativa; insieme, la coppia ha restituito la complessità emotiva dell'opera, tra desiderio, disillusione e forza interiore. Accanto alla purezza lirica del repertorio, non è mancata l'energia virtuosistica di Don Chisciotte, con Patricio Revé e Maia Makhateli, protagonisti di una versione fiammeggiante e accolta da lunghi applausi, capace di esaltare brillantezza tecnica e temperamento scenico. L'étoile di casa Roberto Bolle è stato poi protagonista del Boléro di Ravel, incantando il pubblico sul celebre tavolo rosso: un omaggio diretto al rapporto privilegiato tra Maurice Béjart e Carla Fracci.
Hanno completato il programma frammenti tratti da Il Corsaro e Francesca da Rimini, componendo un mosaico che ha restituito la molteplicità e la complessità dei corpi femminili a cui ha dato vita la grande ballerina milanese. Il tributo prosegue martedì 3 febbraio, con un cast in parte rinnovato: l'attesa è soprattutto per il ritorno alla Scala di Marianela Nuñez, étoile del Royal Ballet, in coppia con Patricio Revé. Un doppio appuntamento che conferma il Gala Fracci come uno dei momenti più identitari ed emozionanti della stagione, nel nome di un'icona del balletto, un mito che continua a danzare.