Spettacoli

San Materno, un teatro che danza tra spazi e discipline

Tra architettura e biologia, presentata la stagione del teatro di Ascona che celebra i 50 anni dalla morte dell'architetto Carl Weidemeyer

(Ti-Press)
21 gennaio 2026
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Un teatro che danza, dentro e fuori dal palco: la stagione primavera/estate del San Materno di Ascona si presenta come un variegato girovagare di coreografie tra spazi e discipline non solo artistiche. Curato dalla direttrice del teatro Tiziana Arnaboldi, coadiuvata da Lisa Ferretti, il programma si apre già l’8 febbraio con un concerto del pianista Federico Caneva e si chiuderà, il 24 e 25 luglio, con ‘Cantiere aperto n.3’ della stessa Arnaboldi, terzo capitolo di una ricerca sul rapporto tra corpo e architettura. Sette danzatori da Italia, Francia e Svizzera abiteranno le figure geometriche del teatro – cerchio, triangolo, quadrato – trasformando lo spazio in materia coreografica. «La mia urgenza continua a creare insieme ai danzatori un inedito dialogo tra danza e architettura», ha spiegato Arnaboldi in conferenza stampa, «la ricerca di nuove visioni, lo spazio in movimento e qualità nei volumi». Coprodotto dalla Fondazione Carl Weidemeyer, ‘Cantiere aperto’ si inserisce nelle celebrazioni per i cinquant’anni dalla morte dell’architetto che nel 1928 progettò il teatro in stile Bauhaus, un luogo – ha affermato sempre la coreografa e direttrice – che «ha una dinamica incredibile, cioè si può sempre scoprire qualcosa di nuovo».

L’omaggio a Weidemeyer attraversa l’intera stagione. Il 18 aprile, il coreografo francese Sulian Rios aprirà ‘La Mue’ con una breve performance negli spazi esterni del teatro, offrendo al pubblico uno sguardo inedito sulle linee di Weidemeyer. Rios, noto per il suo linguaggio che intreccia danza, scultura e maschere dal forte impatto visivo, costruirà qui opere inedite in residenza, beneficiando degli appartamenti che si trovano nella struttura. All’interno del teatro, ‘La Mue’ esplorerà gli archetipi femminili dalla bambina alla monaca, rivelando come ogni fase plasmi il corpo: da giocoso a represso, da spontaneo a controllato.

Ma la danza non resta confinata tra le mura. Il 9 maggio, ‘Germogli danzanti’ porterà tre danzatrici sull’argine del fiume Maggia a Solduno, dove il biologo Valerio Sala racconterà le meraviglie botaniche della gariga mediterranea. «Durante il lockdown era una passeggiata che facevo sempre», ha raccontato Arnaboldi, «vedevo le erbe che cambiavano e ho chiesto a Valerio se si poteva organizzare un incontro tra le sue conoscenze e i movimenti dei danzatori».

Gli altri appuntamenti confermano questa vocazione al dialogo interdisciplinare. Tornano le proiezioni del POOL Movement Art Film Festival di Berlino con ‘Materia’ (14 e 15 marzo), terzo anno di collaborazione per esplorare il modo in cui i corpi si fondono con i paesaggi naturali nel linguaggio cinematografico. Il 29 marzo va in scena ‘Gesti intuitivi surreali’, sempre della Compagnia Arnaboldi, ispirato alle opere di Joana Vasconcelos. La coreografa ha raccontato di essere stata attratta da un cuscino che usciva dalla cornice, tratti «che rendono interessante l’opera. Rompere qualcosa vuol dire: cosa mi trovo dopo?». Il giorno precedente, un laboratorio aperto invita il pubblico a entrare in questa dimensione surreale.

La questione del genere attraversa due spettacoli. Il 26 aprile, ‘Before Night Falls’ di DCollective – vincitore del premio Residenza San Materno al Festival Presente Futuro 2025 – porta quattro giovani danzatori egiziani a decostruire le idee tradizionali di mascolinità, partendo da una ricerca sociologica condotta al Cairo. Il 6 giugno avremo ‘De-sidero’ del Collettivo Pergallini/Pitarresi: in una stanza semivuota, due corpi incarnano il desiderio non come mancanza ma come energia verso l’altro, linfa che alimenta la trasformazione sociale e culturale.