Cinema

Addio a William Friedkin, regista premio Oscar

Vinse la statuetta per ‘The French Connection' (Il braccio violento della legge), una nomination per ‘L'esorcista’. Aveva 87 anni

A Locarno nel 2009
(Keystone)

È morto oggi a Los Angeles all'età di 87 anni William Friedkin, regista premio Oscar per ‘The French Connection’ (Il braccio violento della legge), una nomination per ‘L'esorcista’. Classe 1935, il regista della New Hollywood degli anni ‘70 era atteso a settembre alla Mostra del cinema di Venezia con il film Fuori Concorso ’The Caine mutiny court-martial‘, tratto dalla pièce teatrale di Herman Wouk, premiata col Pulitzer, già adattata da Edward Dmytryk con ’L'ammutinamento del Caine‘ (1954) e da Robert Altman.

Nato a Chicago nel 1935, Friedkin si fa strada in gioventù come regista di spettacoli televisivi live, dopo lunga gavetta in una stazione televisiva, la Wgn di Chicago, iniziata da fattorino. Il suo primo film, ’The People Vs. Paul Crump‘, documentario del 1962 su un afroamericano condannato a morte, è capace di rimettere in discussione la sentenza, ma pure di vincere un Golden Gate, premio del Festival del cinema di San Francisco. Nel 1965, Friedkin dirige un episodio de ’L'ora di Hitchcock‘, debuttando in prima persona a Hollywood con ’Good Times‘, film musicale sul duo pop Sonny e Cher (film da lui ritenuto "inguardabile").

Del 1971 è ’The French Connection‘, cinque Oscar, compresi quello per il Miglior film e il Miglior regista. Due anni dopo sarebbe arrivato ’L'esorcista‘, adattamento del romanzo di Peter Blatty, film che per molti resta il miglio horror di sempre. Dieci le nomination, due le statuette vinte, per la Miglior sceneggiatura e il Miglior suono. ’L'esorcista‘ lancia Friedkin nel gotha della cosidetta ’Nuova Hollywood‘, insieme a registi come Peter Bogdanovich, Roman Polanski, Francis Ford Coppola e Martin Scorsese.

‘Il salario della paura’, del 1977, viene spazzato via dal successo di ‘Guerre Stellari’ ed è oggetto di personale tracollo finanziario, benché il regista lo considerasse come uno dei suoi migliori lavori. Stessa sorte toccherà a ‘Cruising’, con Al Pacino. Sopravvissuto a un attacco di cuore, Friedkin tornerà nel 1983 con la commedia ‘L'affare del secolo’ per poi riconquistare la critica con ‘Vivere e morire a Los Angeles’ (1985). Anche il thriller ‘Assassino senza colpa?’ (1987), l'horror ‘L'albero del male’ (1990, dove in regista è accreditato come Alan Smithee) e l'altro thriller ‘Jade’ (1995, anch'esso nella ristretta cerchia dei suoi film preferiti) ricevono recensioni positive.

Il duemila è l'anno della riedizione de ‘L'Esorcista’, altri 40 milioni di dollari guadagnati dalla pellicola, di nuovo nelle sale e con l'aggiunta di scene tagliate. In quella decade, Friedkin si ricorda per ‘Bug - La paranoia è contagiosa’ (2006, premio Fipresci a Cannes) e per ‘Killer Joe’ (2011), black comedy presentata a Venezia68, non proprio un successo al botteghino. Del 2013 è il memoir ‘The Friedkin Connection’, occasione per un Premio alla carriera a Venezia70; del 2017 è ‘The Devil and Father Amorth’, documentario sul nono esorcismo di padre Gabriele Amorth, esorcista romano. Del 2022 l'annuncio del film con Sutheland.

Negli anni ’70, il regista e padre di due figli è stato sposato con l'attrice francese Jeanne Moreau (1928-2017). Dopo i matrimoni con la star televisiva Lesley-Anne Down (69 oggi) e la presentatrice Kelly Lange (85), nel 1991 ha sposato la produttrice Sherry Lansing (79). - notizia in aggiornamento

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