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30.11.2022 - 20:31

Hang Massive, vibrazioni sonore a Lugano

‘Viviamo in un mondo con una sola immensa umanità’ è il messaggio di Danny Cudd e Markus Offbeat, venerdì 2 dicembre allo Studio Foce

di Natascia Bandecchi
hang-massive-vibrazioni-sonore-a-lugano

Il suono sprigionato dall’hang ha un non so che di misterioso, come se in qualche modo andasse a toccare e a risvegliare delle corde interne sensibili a un ascolto tridimensionale, coinvolgendo più sensi contemporaneamente.

L’hang è uno strumento a percussione che si suona con le mani e che affonda le sue radici a Berna (‘hang’ in dialetto bernese significa mano). Questo curioso e affascinante strumento a forma di disco volante ha acquistato negli anni un seguito pazzesco. Danny Cudd e Markus Offbeat si incontrano durante i loro pellegrinaggi in India. Entrambi seguono lo stesso lignaggio di buddhismo tibetano e tra un percorso di crescita spirituale e l’altro vengono totalmente rapiti dalla magnificenza delle frequenze diffuse dall’hang. Nasce così il marchio Hang Massive che unisce sotto lo stesso tetto i due musicisti, marchio che dal 2011 li ha fatti conoscere in molti angoli del globo grazie al brano ‘Once Again’, 60 milioni di visualizzazioni online a oggi, sdoganando in maniera virale le loro vibrazioni sonore. La loro ultima visita a Lugano risale al 2018, in occasione dell’uscita dell’album ‘Luminous Emptiness’. Il prossimo 2 dicembre, dalle 20, saranno allo Studio Foce.

Danny, sono passati quattro anni dal vostro passaggio a Lugano, e in mezzo c’è stato un virus che ha scombussolato gli equilibri mondiali.

Durante la pandemia siamo rimasti a Goa in India, la nostra casa dolce casa. Ci siamo riposati assai, concedendoci una pausa da tutto. Ne avevamo bisogno, erano cinque anni che trottavamo tra un paese e l’altro per fare musica. Oggi sto benone, siamo oltre il giro di boa con il tour e tutto sta fluendo meravigliosamente, sono felice.

Nel tuo profilo personale Instagram ti definisci "Music Industry Enthusiast" (entusiasta dell’industria musicale). Cosa intendi?

Io non sono solo la metà del cielo degli Hang Massive ma anche l’organizzatore degli eventi, seguo il marketing, mi occupo delle collaborazioni con altri artisti. Adoro tutto ciò che orbita intorno al mio lavoro, mi rende luminoso.

Come mantieni alto l’entusiasmo da artista? Oggi sei amato e domani dimenticato in un battito di ciglia.

Io sono entusiasta per natura! Credo che alla base di tutto ci sia la passione in quello che fai: una nobile attitudine, il talento, la costanza e soprattutto il buon sapore che ti lascia quello che hai creato.

Il vostro ultimo singolo è ‘Endless’...

L’abbiamo creato con un nostro caro amico Andy Barlow, fondatore dei Lamb (band elettronica inglese, ndr) e noto produttore che, tra gli altri, ha collaborato con gli U2. Vive anche lui a Goa, vicino a dove siamo a noi. Durante la pandemia abbiamo lavorato ad alcuni pezzi ed ‘Endless’ è nato così. Nelle prossime settimane uscirà un altro brano e non vediamo l’ora.

Cosa significa andare in giro in tour e conoscere nuove culture?

È fantastico accorgermi ogni volta che viviamo in un mondo con una sola immensa umanità. Ovunque vada, incontro "solo" esseri umani. Meravigliose persone che hanno le stesse speranze, desideri e che vogliono le stesse "cose" di chiunque altro.

Si, però dove ti giri ci sono molti conflitti...

Stiamo vivendo in un’epoca in cui aumenta la separazione tra nazioni e culture diverse. Io invece noto che siamo così profondamente simili gli uni con gli altri: coltiviamo tutti gli stessi desideri e speranze. È più ciò che ci unisce, anziché ciò che crediamo ci separi. Per me viaggiare conferma semplicemente che siamo tutti esseri umani che vivono sullo stesso pianeta. Più coopereremo e faremo squadra guardando nella stessa direzione, più ne beneficeremo tutti indistintamente.

Cosa provi quando ti esibisci dal vivo?

Sono grato per le persone che hanno scelto di essere lì con noi in quel momento di magia. Ci supportano e condividono con noi un momento unico e irripetibile. Non sarebbe un concerto senza la compartecipazione del pubblico. Non crediamo di essere noi quelli speciali e gli altri quelli che pagano il biglietto e basta. C’è immensa gratitudine per ogni persona che è lì con noi durante un live.

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