ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
8 ore

Il Carnevale di Basilea come non l’avete mai visto

Lanterne, maschere, gruppi: il dietro le quinte segreto nel documentario ‘Yschtoo’ di Nicolas Joray. Al cinema Lux di Massagno mercoledì 1° febbraio
Spettacoli
9 ore

Raffaella Carrà diventa un’opera lirica

Debutterà al teatro Donizetti di Bergamo il prossimo settembre, nell’ambito delle iniziative per Brescia Bergamo capitale italiana della Cultura
Culture
9 ore

Nuova nomina per Franco Gervasoni

Il direttore generale della Supsi è stato nominato presidente della Camera delle scuole universitarie professionali di swissuniversities
Spettacoli
10 ore

Addio a Cindy Williams, protagonista di ‘Laverne & Shirley’

Fu Shirley assieme a Penny Marshall nella popolare sitcom. È morta a Los Angeles a 75 anni dopo una breve malattia
cinema
10 ore

‘I nuovi mostri’ al Palacinema di Locarno

Ospite del ciclo ‘10 Film Festival’, il direttore artistico del Fiff propone, giovedì 2 febbraio, la commedia satirica firmata da Monicelli, Risi e Scola
Spettacoli
11 ore

‘Dimenticando Gaber’ alla Cambusa di Locarno

L’attore e regista Emanuele Santoro, accompagnato dalla musica di Yara Mennel, propone un recital dei testi del cantautore meneghino, sabato 4 febbraio
Spettacoli
13 ore

Ai ‘Margini’ del mondo con Vischer, Lepori e Mourtzakis

La performance fra poesia e musica verrà interpretata dai tre protagonisti domenica 5 febbraio, alle 17, al Teatro San Materno di Ascona
Spettacoli
14 ore

Il futuro apocalittico di ghiacci sciolti con ‘Ulisse Artico’

Lo spettacolo scritto da Lina Prosa e diretto da Carmelo Rifici verrà rappresentato in prima nazionale martedì 7 febbraio (in replica l’8) al Lac
Locarno Film Festival
16 ore

Successione Marco Solari, c’è la commissione

Avanzerà al Cda proposte di possibili candidate o candidati alla successione di Solari. Sarà presieduta da Mario Timbal, direttore Rsi
L’intervista
23 ore

Le Donne, la musica e Ornella Vanoni

Superato l’incidente che ha fermato il tour, l’artista italiana sarà a Lugano venerdì 3 febbraio, con band tutta al femminile (galeotto fu Paolo Fresu)
Scienze
1 gior

Un chip per rilevare e prevenire i sintomi del Parkinson

È stato messo a punto dagli scienziati del Politecnico federale di Losanna. Utile anche nel campo dell’epilessia
Musica
1 gior

L’Orchestra della Svizzera romanda suonerà i Led Zeppelin

A curare gli arrangiamenti sarà il cantautore e produttore neozelandese Jaz Coleman, cantante della band britannica Killing Joke
Scienze
1 gior

San Francisco tassa le bibite zuccherate, calano i consumi

L’intento della ‘Soda Tax’ è quello di ridurre i casi di diabete e ipertensione e ha generato 15 milioni di entrate, impiegati in programmi salutari
Spettacoli
1 gior

Addio all’attrice Annie Wershing, star di ‘24’

Recitò anche in ‘Bosch’ e fu la regina dei Borg in ‘Star Trek’. È morta a soli 45 anni dopo due anni di battaglia contro il cancro
Spettacoli
1 gior

Sanremo 2023, ora i duetti sono ufficiali

Di venerdì a duettare con gli artisti in gara, tra gli altri, Eros Ramazzotti, Edoardo Bennato, Salmo, Arisa, Carla Bruni. L’elenco completo
Spettacoli
1 gior

È morta Lisa Loring, fu la prima Mercoledì della Famiglia Addams

L’attrice aveva 64 anni ed è deceduta in seguito ad un ictus. Suo il ruolo della figlia di Gomez e Morticia nella serie originale degli anni Sessanta
Settimane musicali Ascona
laR
 
06.09.2022 - 05:30
Aggiornamento: 16:15

Piemontesi: ‘È importante che il pubblico torni ai concerti’

Il direttore artistico traccia un parziale bilancio delle dieci edizioni: ‘Ho imparato moltissimo’. E dà uno sguardo alle 77esime e alle sue esibizioni

di Matteo Soldati
piemontesi-e-importante-che-il-pubblico-torni-ai-concerti
© Marco Borggreve
Il direttore artistico si esibirà questa sera 6 settembre, alle 20, in San Francesco a Locarno

‘È cominciato lo scorso 27 agosto e durerà fino all’8 ottobre, un appuntamento ormai storico per la musica classica nel Locarnese. Si tratta del festival Settimane Musicali Ascona, giunto alla sua 77esima edizione, la decima con il pianista Francesco Piemontesi come direttore artistico. Il musicista sarà inoltre protagonista di due eventi del festival il 6 settembre, alla Chiesa San Francesco di Locarno (alle 20), e il 16, alla Chiesa Collegio Papio di Ascona (alle 18). Lo abbiamo intervistato.

Questa è la sua decima edizione come direttore artistico. Com’è cambiato il festival dal 2013 a oggi?

Certamente sì. Sia a livello personale che a livello di festival. Abbiamo ampliato l’offerta del repertorio. Abbiamo approfondito molto di più la musica antica, la musica moderna e quella contemporanea. Inoltre, abbiamo introdotto alcune innovazioni e alcuni concetti come, ad esempio, quello del concerto all’aperto. Abbiamo anche seguito la direzione dell’integrazione del territorio, andando alla ricerca dei giovani. C’è stato qualcosa che si è mosso in questa direzione, qualcosa che ha fatto piacere a tutti. Personalmente, sono stati molto belli questi ultimi anni perché ho imparato moltissime cose. Ho cominciato a gestire le Settimane Musicali avendo pochissime conoscenze su come funzionasse il mondo concertistico per tutto quello che non riguardasse l’esibizione sul palco. Conoscevo molto bene quella realtà, ma non conoscevo i meccanismi che vi stavano dietro. Ho potuto dunque imparare a gestire il tutto e la cosa mi ha segnato molto, anche quando torno sul palco in qualità di pianista.

Le sfide da superare?

Ci sono stati momenti difficili negli ultimi anni, legati al Covid e ora legati anche alla guerra. Per noi i musicisti russi erano fondamentali, dunque abbiamo dovuto trovare delle soluzioni, così come avvenuto durante la pandemia con le distanze sul palco e nel pubblico. Con il blocco contro la Russia abbiamo dovuto cercare delle nuove vie, ma mi sembra che le cose funzionino molto bene comunque. Inoltre, la consapevolezza del festival è quella di aiutare i giovani e metterli su una piattaforma su cui esibirsi e continuare poi con la carriera concertistica. In molti casi, una volta ottenuto il diploma, non si ha subito un aggancio al mondo concertistico. Mancano spesso, soprattutto in Svizzera, istituzioni che aiutino chi comincia una carriera a inserirsi su queste piattaforme. Chiaramente un festival come il nostro, di un certo prestigio, con registrazioni radiofoniche che possono essere mandate ad altri organizzatori di concerti, può fare molto piacere. Quello che, secondo me, è stato avvincente è stato creare qualcosa di molto personale attorno alla mia figura di pianista assieme ai miei amici e colleghi musicisti. Ogni anno ho riunito qualche musicista con cui suono volentieri per fare musica da camera assieme. Questo è piaciuto molto al pubblico. Penso che l’idea dell’Ente Turistico, della Città e di tutti quelli che organizzano, sia quella di avere un festival con un programmatore che allo stesso tempo fa anche parte del programma. Io suono e il pubblico mi conosce, dunque mi dà anche una certa fiducia, anche sul resto del programma. Il fatto di invitare alcuni amici e colleghi che stimo molto è stata sicuramente una delle cose più belle che abbiamo potuto organizzare.

Arriviamo quindi alle due date in cui si esibisce.

Il primo (6 settembre; ndr) vede il coinvolgimento della Chamber Orchestra of Europe, un’orchestra sinfonica ma con lo spirito di musica da camera. Da lì, l’idea di suonare il concerto di Robert Schumann, il concerto forse più "cameristico" del repertorio sinfonico, nel senso che l’orchestra e il pianoforte interagiscono in maniera impressionante. C’è un affiatamento completo, una sovrapposizione fra le varie sezioni dell’orchestra e il pianoforte. Ho voluto creare una musica da camera allargata. Il secondo appuntamento (16 settembre; ndr) invece mi vede sul palco assieme a due colleghi di cui sono molto amico, Francesca Dego (al violino) e Daniel Mueller-Schott (al violoncello). L’amicizia musicale e il volersi bene nella vita di tutti giorni è molto importante: il pubblico sente questo affiatamento.

Quali sono le aspettative per la 77esima edizione?

Evidentemente l’aspettativa è quella di ritrovare il pubblico, di ritrovare la sala piena. L’ho notato un po’ dappertutto e anche da noi: l’anno scorso abbiamo avuto un anno più difficile del solito e, secondo me, una parte del pubblico deve ritrovare la fiducia di essere in sala con altre centinaia di persone. Credo che tutti abbiano bisogno della musica. Questa è una considerazione generale che ho visto suonando in un centinaio di concerti lo scorso anno in Svizzera e all’estero. In alcuni Paesi, dove ci sono state chiusure meno severe, non vi sono problemi. Invece, in Germania, ad esempio, dove le chiusure sono state drastiche per due anni, è difficile ritrovare questa consuetudine. Riproporre questi concerti significa anche riabituare il pubblico a ritornare. Inoltre, l’aspettativa è anche quella di creare musica ad alti livelli con colleghi che stimo moltissimo e che hanno un ruolo fondamentale nel mondo della musica. Penso alla pianista di venerdì scorso, Maria-Joâo Pires, che ha aperto le Settimane alla grande. Lei è una delle migliori pianiste viventi ed è sempre stata un idolo per me. Penso inoltre al direttore Ivan Fischer, una figura chiave anche nella mia carriera, uno dei direttori più importanti con cui abbia mai lavorato. Ci sarà altresì Jordi Savall, che già ha avuto un successo strepitoso l’anno scorso e che tornerà quest’anno proponendo due sinfonie di Schubert. Secondo me, questo è un modo per celebrare la grande musica, con i grandi interpreti e cominciare al meglio questa stagione concertistica.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved