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Chiara Dubey, Constellations live @ Isole di Brissago
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26.07.2022 - 07:14
Aggiornamento: 15:46

Chiara Dubey: il lago, le stelle e gli alberi d’eucalipto

L’ultima tappa di ‘Constellations’ si è tenuta domenica scorsa sulle isole di Brissago. Una ‘fuga notturna’ fra musica d’autore e la bellezza del cosmo

«Prima di cominciare vorrei dirvi in breve come nasce l’album ‘Constellations’, – Inizia a raccontare Chiara Dubey. Non a ‘tu per tu’ in un’intervista ma davanti al suo pubblico, poco prima che inizi il concerto –. Tutto parte da alcuni ricordi d’infanzia. Io come, credo, tantissimi altri bambini e bambine ticinesi sono cresciuta passando le estati in montagna. Con amici e parenti passavo le nottate a osservare il cielo stellato, cercando di vedere qualche cometa. Ma non solo: lì, sotto le coperte a oltre mille metri di altezza, ho anche cominciato a elaborare i miei primi pensieri più profondi. I dilemmi esistenziali e le riflessioni su me stessa come persona, ma anche come individuo. Ho deciso quindi di mettere insieme questi elementi, trasformandoli in testi e suoni racchiusi in questo cofanetto».

Non sarà l’unica volta che l’artista ticinese si rivolgerà alla gente, in un intermezzo tra un brano e l’altro. Lo fa in modo spontaneo a un evento che, fin dalle prime battute, è intimo, romantico, magico. Grazie alla notevole capacità della cantautrice e polistrumentista di accogliere lo spettatore nel suo mondo, attraverso una voce limpida quanto calda e a un sound musicale ibrido, in grado di scivolare con naturalezza tra pop e classica. Ma anche grazie alle particolari atmosfere delle Isole di Brissago che, per una notte, si sono trasformate in un palcoscenico, nonché accompagnamento, naturale. Il fruscio dell’acqua sulla spiaggia, il gracidare delle rane, lo stormire delle foglie mosse dal vento.

Suoni, ma anche dolci visioni. Come le luci della città dall’altra parte della sponda che paiono quasi costellazioni. E poi ancora le installazioni portate per l’occasione. I fari Led posti di lato e sopra il piccolo palco creano suggestivi giochi di colore con gli alberi di eucalipto, la cui particolarità sta proprio nella corteccia: quando essa ‘muta’ dà vita a uno spettacolo cromatico unico, tingendosi dei colori dell’arcobaleno.

Costellazioni di emozioni

‘Stranger’, ‘The Hunt’, ‘Choral of Thoughts’, ‘Microcosm’ ma anche la romantica – e anche unica canzone a tema ‘amore’ scritta – ‘Souls’ sono solo alcuni dei brani contenuti nell’album e interpretati da Dubey e band (a sé, le italiane ‘Bella Sera’ e ‘Anima Nuova’). Un album che, come detto, raccoglie ricordi e sensazioni dell’artista. Riflessioni mai banali accompagnate da melodie per niente scontate. C’è molto studio dietro, così come per la performance di livello. Ma il concerto spicca anche per le sue parti ‘meno seriose’ come il racconto che la stessa cantautrice fa sull’allestimento: «Sapete, dietro a questo spettacolo vi è molto lavoro organizzativo. È da molto che lo stavamo progettando. Volevo che tutto fosse perfetto. Oggi, mentre stavamo scaricando gli strumenti dal battello, mi è scivolato il cellulare dalla tasca, finendo nell’acqua. Non ci ho pensato due volte e mi sono buttata per recuperarlo. Perché lì avevo salvato tutti i numeri importanti...». E dopo un altro paio di canzoni e il bis di rito l’artista, fra gli applausi, conclude: «È stata un’esperienza fantastica. Mi ha molto emozionato esibirmi e terminare il ciclo di concerti in Ticino. Qui, su quest’Isola a pochi passi – o bracciate – da dove sono cresciuta (Dubey è originaria di Ronco s/Ascona, ndr)».

Il ritorno

È tempo di prendere il battello per tornare sulla terraferma. "Pesca forza tira pescatore… ", un uomo canticchia, poco dopo essere salpati. Certo, al Verbano manca quel sapore di salsedine che ti lascia addosso il mare, ma è bello lo stesso e in questa notte stellata pare di navigare lungo l’ignoto. La gente a bordo, neanche a dirlo, passa la maggior parte del tempo col naso all’insù, ad ammirare il cosmo. Il cielo è limpido e, se si guarda bene, si scorge pure la Via Lattea. Il Lago Maggiore segna il punto più basso del Ticino e di tutta la Svizzera. Le vette fresche dei monti sono lontane eppure, grazie al modo spontaneo e profondo di Dubey di creare un legame magico con chi l’ascolta, pare ancora di essere sdraiati con lei a osservare il cielo. E ci si sente davvero così piccoli di fronte a questo universo di stelle.

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