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©Make Plain
Andrea Zinzi e Luca Imperiali
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01.07.2022 - 11:20
Aggiornamento: 16:58

In ‘Brothers’ ci sono Andrea e Luca, ci sono i Make Plain

Novità non solo organizzative al Cavea Festival (1-2 luglio): il gruppo lancia sul palco per la prima volta il nuovo pezzo dell’album in uscita nel 2023

Trasformazioni, luoghi, persone, perdite. In ‘Brothers’, singolo di lancio del nuovo disco dei Make Plain, c’è tutto questo. E anche di più. Ci sono le storie vissute da Andrea e Luca negli ultimi sei anni trascorsi a Losanna, luoghi e persone che hanno plasmato le loro identità, anche nella perdita.

Andrea Zinzi è membro dei Make Plain con Luca Imperiali, nonché organizzatore e direttore artistico del Cavea Festival di Arzo, che si svolgerà stasera e domani. Nel tempo di un’intervista telefonica, mi sono fatta raccontare il contenuto del singolo del nuovo album (che uscirà l’anno prossimo), ma anche i dettagli che riguardano il festival. La manifestazione musicale torna dopo due anni di pausa con prospettive nuove: diventare internazionale.

Partiamo da ‘Brothers’: c’è una correlazione con i dieci anni di attività?

Il singolo non è correlato ai dieci anni in sé, ma a tutto il percorso che io e Luca abbiamo intrapreso. Il disco parla degli ultimi sei anni: entrambi studiavamo a Losanna, quindi racconta diversi luoghi e diversi vissuti; è fortemente legato alle storie che sono nate e che sono state approfondite molto. Il singolo è il fulcro del discorso: parla tanto di trasformazione in funzione dei luoghi in cui viviamo e delle persone che conosciamo e, purtroppo, parla anche delle perdite che abbiamo subito. La canzone vuole trasmettere qualcosa di luminoso, non vuole essere un singolo triste; è un racconto personale scritto da me e vuole uscire in un momento felice e leggero.

Quali sono i ricordi più belli del vostro percorso?

Noi siamo stati fortunati, perché fin dal principio abbiamo sempre suonato tanto. Abbiamo cominciato a suonare nei bar, e questo, dopo molti anni, spiega perché riusciamo a suonare nei festival e a spostarci anche fuori dal Ticino. Uscire dai confini cantonali ci permette di conoscere nuove realtà ed è anche motivo di crescita. Abbiamo avuto l’opportunità di fare una bella tournée in Germania come spalla ai Prime Circle (band sudafricana), dove abbiamo girato per venti giorni non stop in diverse sale tedesche importanti. Prima della pandemia uno dei momenti più importanti è stata la nostra ultima tournée, che abbiamo iniziato in Spagna e continuato in Sud America; questo è l’ultimo ricordo che abbiamo della vita da tournée. Siamo contenti dell’evoluzione che c’è stata e del fatto che non ci siamo mai fermati, nemmeno con il Covid. Abbiamo ideato una sorta di serenata a domicilio e abbiamo suonato durante tutto il periodo di pandemia per poche persone. Adesso siamo felici di poter offrire i nostri concerti a tutti.

Perché avete scelto di presentarlo ad Arzo?

Prima di tutto perché è una delle ultime canzoni scritte, e tutto il nostro lavoro discografico uscirà all’inizio del 2023. Il Cavea è l’unica data estiva ticinese, quindi abbiamo scelto questo come appuntamento. Diamo molta importanza alla manifestazione e speriamo che le persone facciano lo stesso e che vengano in tanti a seguire il festival.

Quest’anno l’unica tappa ticinese dei Make Plain sarà al Cavea Festival, perché?

È una scelta condizionata un po’ dalle circostanze. Abbiamo fatto due anni di stop e avevamo ancora dei contratti aperti. Di conseguenza abbiamo dato la priorità ai festival, soprattutto d’Oltralpe. Ci siamo concentrati moltissimo nel perfezionare il nostro show e vogliamo dare un tiro ben preciso alla nostra esibizione, prediligendo quegli eventi da cui ci aspettiamo un certo tipo di palcoscenico e di ritorno da parte del pubblico. Il Cavea Festival è sicuramente uno di questi.

Come mai avete deciso per una due-giorni?

L’obiettivo fissato sul lungo termine sin dal 2018, è quello di diventare un festival internazionale, con un’offerta musicale ricca e continuativa su più giorni come accade nel resto della Svizzera con grandi eventi consolidati come l’Open Air a San Gallo o il Gurten Festival. La differenza è che qui ci troviamo in un paesino di montagna del Mendrisiotto, seppur in un contesto unico come le cave di Arzo. L’edizione di quest’anno, con la presenza di artisti locali, da Oltralpe, e dall’estero – Europa e Oltreoceano -, è il primo passo nel percorso di crescita che vogliamo compiere nei prossimi anni.

Come ti senti a tornare sul palco dopo due anni di pausa?

Sicuramente è una bella emozione. Parlo sia da organizzatore, sia da artista. In entrambi i casi, sento la necessità di un ritorno alla musica dal vivo, con un pubblico in carne e ossa. Inoltre si tratta di un pubblico che sento particolarmente vicino, visto che al Cavea Festival, noi Make Plain siamo di casa.

‘Voglia di pubblico in carne e ossa’

L’organizzazione di questa terza edizione «è stata per noi una ripartenza particolarmente impegnativa in termini organizzativi e finanziari», ha spiegato Zinzi. Per la prima volta, «l’evento si svolgerà su due giorni. La programmazione prevede tre artisti a serata sul palco principale, oltre a una programmazione parallela di dj Set in Cava Broccatello, più piccola e intima», ha continuato.
Questa sera, a salire sul palco saranno i Vintage Trouble (band californiana rock soul), i Make Plain (ad aprire il concerto dei Vintage Trouble), mentre a inaugurare la serata sarà lo show itinerante di TAO - The Love Bus Experience del cantautore italiano Valerio Ziglioli. Domani sarà il turno dell’indie folk, con i Mighty Oaks, e della musica d’Oltralpe, con Mark Kelly e la sua nuova formazione The Peaceful Warriors. Da Winterthur arriverà anche il rock acustico di Fabe Vega.

È prevista anche una programmazione parallela di dj locali come dj Yari Copt, dj Rabbeat, Ciao Amore, dj Saudade, dj Gianni B., dj Grill e dj LeMox.

Prevendita biglietti su Ticketcorner e informazioni dettagliate su www.caveafestival.ch; www.makeplain.ch.


©Cavea
Il palco fra le cave

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