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18.05.2022 - 19:50

LuganoMusica nel segno di György Ligeti e dei giovani

Presentata la stagione musicale 2022-23 del Lac, da Maurizio Pollini e la Concertgebouw ai giovani direttori Tjeknavorian e Mäkelä

Nella prossima stagione di LuganoMusica avremo un récital di Maurizio Pollini, il 28 marzo 2023, Daniel Harding che il 13 novembre dirigerà l’Orchestra del Concertgebouw alle prese con la Nona Sinfonia di Gustav Mahler, «monumento della letteratura sinfonica», e ancora Iván Fischer con la sua Budapest Festival Orchestra (20 marzo 2023), il Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (12 febbraio 2023), i Barocchisti che con Diego Fasolis affronteranno – dopo la Messa in si minore in chiusura di questa stagione, il 16 giugno – ‘L’arte della fuga’ di Bach (il 17 novembre). I grandi nomi non mancano, e non era scontato visto che il mondo della musica classica paga ancora le incertezze del periodo pandemico – soprattutto artisti e orchestre internazionali coinvolti in tournée in Cina e Giappone – alle quali si sono aggiunte le difficoltà con l’invasione dell’Ucraina, ma il direttore artistico di LuganoMusica Etienne Reymond ha voluto dare un’altra impronta alla prossima stagione. Con il motto "osare e coraggio", LuganoMusica 2022-23 sarà nel segno dei giovani e di uno dei più interessanti compositori del Novecento, l’ungherese György Ligeti, il cui centenario – è nato nel 1923 nell’attuale Transilvania – sarà ricordato non con una singolo evento ma con diversi appuntamenti durante tutto l’anno, indagando anche in sinergia con le altre realtà del Lac il rapporto di Ligeti con le altre arti, in particolare il movimento Fluxus e il teatro dell’assurdo. «È musica contemporanea, ma oso dire festosa, molto colorata, molto vivace» ha spiegato Reymond in conferenza stampa, annunciando anche un progetto che nell’autunno del 2023 impegnerà tutti i conservatori della Svizzera.

Dicevamo di "osare e coraggio": «È quello che ho cercato di fare fin dalla mia prima stagione, ma mi sono accorto che con la pandemia il coraggio è venuto un po’ meno: l’ultima stagione è stata bellissima, ma avevo osato un po’ meno e quindi approfitto di questa ripartenza speriamo definitiva per presentare a Lugano giovani artisti e direttori che forse qui non si conoscono ma di grande talento». Così la stagione sarà inaugurata il 25 settembre – dopo l’anteprima con ‘La traviata’ per la regia di Carmelo Rifici con l’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Poschner, dal 2 all’8 settembre – da Emmanuel Tjeknavorian che dirigerà i Wiener Symphoniker. Classe 1995, Tjeknavorian era già stato a LuganoMusica in qualità di violinista, «mi ha detto che la sua vera passione è la direzione d’orchestra ed è arrivato al violino un po’ per caso, un caso felicissimo perché suona benissimo e adesso lo "proveremo" come direttore d’orchestra». Il 12 maggio il 26enne finlandese Klaus Mäkelä dirigerà l’Orchestre de Paris nell’imponente Sinfonia n.7 Leningrado di Šostakovič e, con la giovane pianista italiana Beatrice Rana, la Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 di Sergej Rachmaninov. Abbiamo poi, il 2 dicembre, Lahav Shani, giovane direttore israeliano con la Rotterdam Philharmonic, orchestra che lo ha voluto come direttore stabile a soli due mesi dal debutto, che si cimenterà con la Nona di Bruckner. Il 3 aprile 2023 un altro finlandese, Santtu-Matias Rouvali – «36 anni, il meno giovane tra i giovani» – con la londinese Philharmonia Orchestra e in programma, ovviamente, Sibelius con la Quinta sinfonia e il Concerto per violino di Mendelssohn, solista Julian Rachlin.

Il programma sinfonico include ancora l’Orchestre de Chambre de Lausanne con Renaud Capuçon, il tradizionale appuntamento con l’Orchestra Mozart diretta da Daniele Gatti, Jordi Savall con Le Concert des Nations, l’Ensemble Claudiana diretto da Luca Pianca, l’ensemble Giardino Armonico di Giovanni Antonini. Per quanto riguarda i récital, oltre al già citato Maurizio Pollini avremo tra gli altri il flautista francese Emmanuel Pahud e il pianista russo Arkadij Volodos. Sempre per il "osare e coraggio", da segnalare i King’s Singers, «un gruppo di sei cantanti a cappella con un repertorio che spazia dalla musica medievale a Elton John». La stagione completa è online su www.luganomusica.ch ; nel poco spazio rimasto citiamo almeno il concerto dell’orchestra Superar, il weekend dei quartetti, il laboratorio LuganoMusica Ensemble che affronterà i ‘Lieder ohne Worte’ e le sperimentazioni con il progetto Ear (Electro Acoustic Room) e Early Night Modern in collaborazione con Spazio21 del Conservatorio della Svizzera e OggiMusica.

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