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21.01.2022 - 00:36
Aggiornamento : 17:39

Addio a Elza Soares, la cantante brasiliana del millennio

Così la definì Bbc Radio. Per il Rolling Stone, tra le cento più grandi voci della musica brasiliana. Si è spenta a 91 anni a Rio de Janeiro

“Fatta la volontà di Elza Soares, ha cantato fino alla fine” è l’epitaffio. Il mondo l’aveva insignita, in vita, di vari titoli: ‘Regina del samba brasiliano’, ‘Voce del Millennio’ per Bbc Radio, quando nell’anno Duemila si esibì alla Royal Albert Hall insieme a Caetano Veloso, Chico Buarque, Gilberto Gil, Gal Costa e Virginia Rodrigues. Per il Rolling Stone, tra le cento voci più grandi della storia della musica brasiliana.

“È con grande tristezza e rammarico che comunichiamo la scomparsa della cantante e cantautrice Elza Soares a 91 anni alle ore 15 e 45 minuti a casa sua, a Rio de Janeiro, per cause naturali”. Nel giorno della morte, giovedì 20 gennaio, l’annuncio dei familiari più stretti è affidato ai canali social. “Icona della musica brasiliana, considerata una delle più grandi artiste al mondo, la cantante eletta come la Voce del Millennio ha avuto una vita apoteotica, intensa, che ha emozionato il mondo con la sua voce, la sua forza e la sua determinazione. L’amata ed eterna Elza ha riposato ma rimarrà per sempre nella storia della musica e nei nostri cuori e in quelli delle migliaia di fan di tutto il mondo”.

Nata Elza da Conceição Soares nel 1930, nell’inferno delle favelas di Rio de Janeiro, la carriera della grande artista è il contrappunto di una vita segnata da più di un dramma: dal matrimonio forzato all’età di 12 anni, segnato da abusi domestici e sessuali; la maternità soltanto un anno dopo; due dei sette figli nati prematuri da quella relazione e morti giovanissimi per fame e tubercolosi; una figlia rapita negli anni ’50 e ritrovata soltanto trent’anni dopo. Nemmeno i 17 anni di matrimonio con il calciatore Garrincha, stella della Seleção brasiliana conosciuta nel 1962 in Cile, dove l’artista rappresentò il Brasile arrivando a cantare con Louis Armstrong (“Ha un sassofono in gola”, disse di lei ‘Satchmo’) fu scevra da disavventure: l’accusa di sfasciafamiglie (per lei Garrincha lasciò moglie e figli) le valse, tanto per cominciare, un proiettile sparato contro casa sua; e l’alcolismo del calciatore, responsabile della morte della madre della cantante avvenuta in un incidente d’auto. Le percosse di Garrincha, infine, segnarono nel 1977 il capolinea della relazione con Soares, che nel 1986 dovrà piangere anche la perdita del figlio avuto dal nazionale brasiliano.


Con Garrincha (Keystone)

‘Il razzismo è una malattia’

L’album d’esordio di Elza Soares, ‘Se acaso você chegasse’, risale al 1960. Nel 1970 in Italia, con ‘Mascara Negra’, l’artista partecipò al Cantagiro, lasciando di sé registrazioni al Teatro Sistina di Roma. Tra i lavori più apprezzati dalla critica si ricordano ‘Lingua’ (1984), con Caetano Veloso, e lo splendido ‘Do cóccix até o pescoço’ (2002), registrato con Veloso, Chico Buarque (in duetto nella bonus track), Carlinhos Brown e Jorge Ben Jor, che le valse una candidatura al Grammy. Dentro i 34 album di un’intera carriera iniziata da ragazzina grazie a un concorso per voci nuove, vinto mentre si divideva tra un lavoro in manicomio e un altro in fabbrica, ci sono anche i temi dell’attualità, come la difesa dei diritti degli afroamericani e delle donne, la morte, la fame, compresa quella di una donna che a 21 anni rubava cibo per sopravvivere, e il razzismo, sperimentato suonando di bar in bar, di locale in locale: “Il razzismo non si ferma, ma noi siamo qui per combatterlo. Il razzismo è una malattia”, dichiarò in occasione del suo 90esimo compleanno. Un sunto dei temi a lei cari stanno in ‘A muhler do fim do mundo’ (La donna alla fine del mondo), Latin Grammy Award come miglior album MPB (Musica Popular Brasileira), splendida commistione tra samba, jazz, afro-funk, noise rock, frutto del lavoro di una schiera di produttori, compositori e arrangiatori e figure della vanguarda paulista.

Nel momento dei tributi e degli inchini di politici, artisti, gente stellata e persone comuni, l’ambasciata brasiliana in Gran Bretagna ricorda “l’incontro tra due regine” avvenuto nel 1968, quando Elisabetta II visitò il Brasile, mentre Pelé, compagno di squadra dell’ex marito, firma il suo omaggio a “una leggenda della nostra musica, storica, genuina, unica e impareggiabile. Oggi Elza ci lascia – dice O Rey – ma nei nostri cuori rimarrà in eterno”.

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