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16.07.2020 - 19:260

Locarno Festival, Open Doors in sala e sul web

Selezionati i film della sezione del festival dedicata alle cinematografie del Sud e dell'Est. Quest'anno con un premio

Una doppia opportunità per esploare le cinematografie dei Paesi del Sud e dell'Est del mondo: a questi territori è dedicata la sezione Open Doors del Locarno Film Festival che quest'anno si presenta al pubblico attraverso due progetti.

Accanto alle attività per professionisti di Open Doors Hub e Lab, nei giorni del festival (5-15 agosto), Open Doors avrà online le Open Doors Screenings mentre in sala debutterà la retrospettiva Through the Open Doors. E per la prima volta, ai film di Open Doors Screenings verranno assegnati due premi attribuiti dalla giuria Cinema&Gioventù.


Iniziamo dalle Open Doors Screenings che quest'anno si concentreranno sulle cinematografie di Indonesia, Filippine, Malesia e Myanmar nel contesto del focus triennale sul Sud-est asiatico e sulla Mongolia (2019-2021).  “Abbiamo scelto diversi lungometraggi che hanno ottenuto notevole riscontro nel circuito festivaliero, ma che difficilmente sono stati visibili a causa della mancata distribuzione al di fuori dei territori d'origine" ha spiegato il curatore Paolo Bertolin. 
I 20 titoli (10 lungometraggi e 10 cortometraggi) di Open Doors Screenings saranno visibili unicamente online in tutto il mondo durante il festival, tra il 5 e il 15 agosto, sul sito del Locarno Film Festival (fino a 1’500 visualizzazioni gratuite).
 
Questo l’elenco completo dei lungometraggi selezionati:
Apparition (Aparisyon), di Isabel Sandoval – Filippine/Stati Uniti – 2012
Atambua 39° Celsius, di Riri Riza – Indonesia – 2012
Clash (Engkwentro), di Pepe Diokno – Filippine – 2009
Memories of My Body (Kucumbu Tubuh Indahku), di Garin Nugroho – Indonesia – 2018
Sell Out!, di Yeo Joon Han – Malesia – 2008
Six Degrees of Separation from Lilia Cuntapay, di Antoinette Jadaone – Filippine – 2011
Songlap, di Effendee Mazlan e Fariza Azlina Isahak – Malesia – 2011
Tender Are the Feet, di Maung Wunna – Myanmar – 1973
The Masseur (Masahista), di Brillante Mendoza – Filippine – 2005
What They Don't Talk About When They Talk About Love, di Mouly Surya – Indonesia – 2013

Questi, invece, i cortometraggi:
A Gift (Kado), di Aditya Ahmad – Indonesia – 2018
Babylon, di Keith Deligero – Filippine – 2017
High Way, di Chia Chee Sum – Malesia – 2018
Liar Land, di Ananth Subramaniam – Malesia – 2019
Listen, di Min Min Hein – Myanmar/Stati Uniti/Giappone – 2017
Man of Pa-Aling (Manong ng Pa-Aling), di E del Mundo – Filippine/Stati Uniti – 2017
No One is Crazy in This Town (Tak Ada yang Gila di Kota Ini), di Wregas Bhanuteja – Indonesia – 2019
On Friday Noon, di Luhki Herwanayogi – Indonesia – 2016
The Ruby, di Ling Low – Malesia – 2019
Void, di Mg Bhone – Myanmar – 2018
 
Per quanto riguarda la retrospettiva, è composta di dieci lungometraggi che in passato sono stati presentati al pubblico del Locarno Film Festival o sono stati accolti in forma di progetti all’interno dei programmi professionali di Open Doors. La sezione è costruita come un viaggio attraverso vari continenti, da diverse regioni dell’Africa e dell'Asia, passando per l’America Latina e il Caucaso.

I dieci film della selezione sono i seguenti:
Made in Bangladesh, di Rubaiyat Hossain – Francia/Bangladesh/
Danimarca/Portogallo – 2019 (Prima Svizzera, Film d’apertura del Festival del Film e Forum Internazionale sui Diritti Umani di Ginevra/FIFDH – International Film Festival and Forum on Human Rights)
Necktie Youth, di Sibs Shongwe-La Mer – Sud Africa/Paesi Bassi – 2015
Keep Smiling (Gaigimet), di Rusudan Chkonia – Georgia/Francia/
Lussemburgo – 2012
On the Edge (Sur la planche), di Leila Kilani – Marocco/Francia/
Germania – 2011
Winter Vacation (Han Jia), di Li Hongqi – Cina – 2010
Teza, di Haile Gerima – Etiopia – 2008
Madeinusa, di Claudia Llosa – Perù – 2006
I am the One Who Brings Flowers to Her Grave (Ana alati tahmol azouhour ila qabriha), di Hala Alabdalla – Siria/Francia – 2006
Kairat, di Darezhan Omirbaev – Kazakistan – 1992
Yeelen (Brightness), di Souleymane Cissé – Mali – 1987

 

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