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28.05.2020 - 18:02
Aggiornamento: 18:29

A Locarno i classici del cinema on demand

Velentina Merli, responsabile di Locarno Pro, ci racconta la nuova iniziativa del Festival: una piattaforma per far incontrare ‘ streamers’ e detentori di diritti

La sala, soprattutto per gli amanti del cinema come esperienza, rimane imprescindibile, ma da tempo i film hanno conquistato nuovi spazi e luoghi e anche prima che la pandemia costringesse molti a casa, i servizi di video on demand sono diventati sempre più popolari, diventando non solo distributori ma anche produttori di contenuti audiovisivi.

Un nuovo panorama nel quale non si inserisce il Festival di Locarno con una nuova iniziativa: Heritage Online. Parte di Locarno Pro, il programma del festival dedicato all'industria cinematografica, il progetto prende avvio nell'anno dell'edizione "ridotta" a causa della pandemia, ma non si esaurirà. L'idea è anzi farne un asse portante delle attività di Locarno Pro.

In cosa consiste Heritage Online? In pratica, una piattaforma per far incontrare i detentori di diritti di classici e film da riscoprire con il mercato delle piattaforme di video on demand. Con Heritage Online agenti di vendita, cineteche, istituti, archivi eccetera potranno condividere il proprio catalogo – proponendo anche alcuni titoli in vetrina – con potenziali gli ‘streamer’, gli operatori del video on demand dai più generalisti a quelli più settoriali.

Heritage Online sarà online a inizio luglio, quando i professionisti potranno iniziare a iscriversi e caricare il proprio catalogo. Nelle giornate di Locarno Pro (dal 7 al 9 agosto) la piattaforma prenderà vita attraverso una tavola rotonda e altri incontri.

Abbiamo posto alcune domande a Valentina Merli, nuova responsabile di Locarno Pro.

Valentina Merli, iniziamo da Locarno Pro: senza il festival nella sua forma tradizionale, sarà comunque luogo di incontro dell’industria cinematografica?

Anche se in forma ridotta e online, Locarno Pro sarà presente anche in quest’anno complicato, rimanendo all’ascolto di quello che succede all’industria e protrarre il dialogo con gli addetti ai lavori. Oltre a Heritage Online, sempre digitalmente proporremo varie “conversazioni” su temi specifici, che saranno rivelate nelle prossime settimane.

Heritage Online sarà un progetto permanente del Locarno Film Festival. È un caso che arrivi proprio nell’anno dove, causa pandemia, il cinema in streaming vince su quello in sala?

Assolutamente sì. Questo è l’anno zero e vorremmo mantenerlo nel tempo.

Heritage Online era già in sviluppo prima della pandemia ed è il frutto di conversazioni con gli addetti ai lavori, da cui è evinta la necessità di un tale strumento di lavoro. Pensiamo che sia il momento giusto per lanciarlo, senza attendere oltre.

L’iniziativa ha al centro la valorizzazione del cinema del passato. Non è una missione già delle cineteche nazionali? Se pensiamo alla Svizzera, abbiamo il progetto Filmo che fa esattamente questo, porta nel mondo dello streaming i classici del cinema elvetico.

Non vogliamo in alcun modo sostituirci alle Cineteche, ma al contrario lavorare con loro e tutte le istituzioni dedicate alla promozione dei film di patrimonio.

Un chiarimento: Heritage Online non è una piattaforma di streaming, ma uno strumento esclusivamente professionale per gli addetti ai lavori, un database in cui trovare contatti degli aventi diritto e informazioni sulle potenziali finestre di distribuzione dei film di patrimonio.

A Locarno arrivano ogni anno moltissime produzioni indipendenti che poi è difficile recuperare. Perché non portare queste nel mondo dello streaming?

I film più recenti godono già di una vetrina come i festival e le rassegne. Con Heritage Online vogliamo mettere in risalto film di patrimonio, ma anche avvicinare gli streamers all’industria Locarnese. E di questo potranno sicuramente beneficiare anche i film nuovi presentati al festival.

Ci sarà una selezione delle opere presenti nel circuito di Heritage Online?

Non è una piattaforma aperta al pubblico, ma solo agli addetti ai lavori. I film inclusi in Heritage Online non sono disponibili ad un pubblico generale, ma solo ai player coinvolti nella loro distribuzione.

Non si teme così di beneficiare quelle produzioni che dispongono già di buone risorse, venendo un po’ meno all’idea di scoperta e valorizzazione?

La piattaforma è aperta a tutti i professionisti del settore ed è uno strumento che proponiamo in maniera egalitaria a tutti. Quelli che poi ne hanno più bisogno sono secondo noi i streameers più indipendenti, che sfrutteranno probabilmente questo strumento ancora più degli altri. 

Heritage Online dovrebbe portare a espandere i cataloghi dei servizi di streaming. Sicuri che ci sia interesse? Verrebbe da dire che se non si sono già mossi autonomamente per includere i classici, evidentemente questi non rendono.

Heritage Online vuole fare incontrare gli aventi diritti di tali film e gli streamers, che spesso non riescono a trovarsi, perchè spesso è difficile riuscire a individuare i diritti di tali film e sapere chi li detiene e se sono disponibili. Heritage Online si propone di colmare questo gap agevolando questa connessione.

L’iniziativa si rivolge da una parte a produttori e distributori di film; dall’altra alle piattaforme di streaming. In concreto? Sperate di coinvolgere le grandi realtà internazionali dello streaming o puntate più su realtà locali?

Heritage vuole colmare una lacuna nell’industria globale. Questo coinvolgendo quindi i player di tutto il mondo (con particolare attenzione all’industria Svizzera) e proponendo uno strumento di lavoro pragmatico per facilitare la circolazione delle opere di patrimonio in generale. La piattaforma è quindi aperta a tutti gli addetti ai lavori che vogliano usufruirne.

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