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"Il nuovo trio" con al centro Francis Rossi degli Status Quo (foto: ©Martin Hausler)
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09.11.2018 - 06:400

Gotthard, affare di Status (Quo)

A dicembre un nuovo capitolo della rock and roll band svizzera con ‘Defrosted 2’

Amanti del rock and roll, save the date (non anglofoni, segnatevi la data): il 7 dicembre è il giorno di ‘Defrosted 2’, nuovo capitolo live dei Gotthard 21 anni dopo il primo storico disco dal vivo. Il nuovo lavoro raccoglie 22 pagine di storia della band estratte dal concerto di Brema, nell’ambito del tour nato da ‘Silver’, loro ultima fatica discografica. In attesa del secondo singolo in uscita a novembre (‘What I wouldn’t give’), due parole con Leo Leoni sul primo dei due inediti sono d’obbligo.
‘Bye bye Caroline’, con video londinese, è stata scritta e cantata con Francis Rossi degli Status Quo, unione nata dietro le quinte di un evento rock...

Partiamo da Rossi: come e dove nasce la collaborazione?
Gli Status Quo li conosciamo da anni, ci siamo incrociati su diversi palcoscenici. L’ultima volta è stato in un tour chiamato ‘Rock Meets Classic’, progetto itinerante con ospiti parte dei Supertramp, The Hooters, Status Quo, Nic Maeder e io per i Gotthard. Durante il tempo trascorso nel backstage, un giorno vado da Francis e gli dico: “Non pensi che si potrebbe scrivere un pezzo insieme?”. Alle prime sembra scettico, e invece il giorno dopo mi dice: “Ho pensato a quello che mi hai chiesto. Senti un po’…”, e mi fa ascoltare un’idea. Ridendo e scherzando, l’idea è diventata un brano. “A questo punto dovresti suonare le chitarre con me, facciamo un duetto vero, non quelle cose decise a tavolino”, gli dico. E così nasce ‘Caroline bye bye’, due anime rock and roll che si uniscono, con l’aggiunta di Nic.

Sembra che con Francis, musicalmente parlando, ci sia del tenero...
Prima di tutto abbiamo riso fino a star male. Poi, senza spingermi troppo in là, credo sia nata un’amicizia. Abbiamo chiuso le registrazioni da lui in studio a Londra, dove abbiamo anche registrato il video.

‘Caroline bye bye’ ha un attacco molto ‘Jailhouse’ rock...
È rock and roll, è quello che è stato per gli Status Quo come per noi, sono le nostre radici. Da bambino sono cresciuto con i Beatles, e i Beatles ascoltavano Chuck Berry ed Elvis. E io ho ascoltato anche gli Status Quo. Uno dei primi pezzi che ho imparato a suonare era proprio ‘Caroline’. E infatti, mentre nasceva il brano, ci siamo detti che doveva contenere quel nome...

E così, il cerchio è chiuso...
Sì, e si è realizzato un sogno. Quand’ero piccolo non c’erano tablature, si prendevano i dischi e si ‘scavavano’ i solchi dei vinili per imparare gli accordi. Mai avrei immaginato che un giorno avrei scritto un pezzo con uno di questi personaggi.

Parliamo di ‘Defrosted 2’?
Sono in tutto 4 vinili, 8 facciate, praticamente un libro. Le registrazioni vengono dalla data di Brema, dove c’era un’atmosfera che dava senso a quello che avevamo fatto fino a lì. In studio abbiamo aggiunto elementi in più, percussioni, archi, varianti sui backing vocals, proprio come avevamo fatto in ‘Defrosted’.

Un passo indietro a quest’estate, i Mondiali di Russia e l’apertura per gli Stones...
Due eventi bellissimi. Il primo in un Paese che si potrebbe pensare chiuso, e invece si è dimostrato aperto e sicuro di quello che stava facendo, uno spettacolo molto ben organizzato, in una piazza che conteneva 10-15mila persone. Quanto agli Stones non era la prima apertura, ma comunque la prima volta in un Paese che non fosse il nostro. Mick Jagger ci ha ringraziati, si sente su YouTube al minuto 14 (digitare “Stones Prague 2018-07-04” e andare al minuto 14, ndr). Li abbiamo incontrati nel backstage, un momento emozionante, tocchi una parte della storia del rock and roll, leggende ancora viventi. Quando mi chiedono cosa porterà questa cosa, io dico che spero di essere un giorno come loro, e che qualcuno aprirà per me.

E tu li ringrazierai al minuto 14...
Cercherò, sempre che nel frattempo non mi sia venuto un attacco di Alzheimer (ride). Seriamente, si sono dimostrati dei gentiluomini. E oserei quasi dire che Keith Richards è più bello dal vivo…

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