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13.03.2018 - 06:200

Nuovo circo Dimitri

Incontro con David Dimitri che, sceso dal filo, ha deciso di dare nuovo impulso e una nuova linea al Teatro di Verscio. Con un tendone, alla scoperta del nuovo...

Nei racconti di Dimitri, suo figlio David era il vagabondo, sempre in giro per il mondo, in equilibrio su qualche filo o pronto a farsi sparare in cielo da un cannone. In un certo senso, l’ultimo su cui fare affidamento. Eppure, nel momento della difficoltà, quando il suo mondo rischiava di sgretolarsi, è a lui che si è rivolto. Forse, in quel figlio con la testa fra le nuvole, Dimitri ha scorto le qualità di chi sa posare i piedi per terra senza smettere di guardare lontano, con metodo e concretezza, gli stessi in fondo che ti permettono di restare in equilibrio su un filo a 70 metri d’altezza.

David, in quanto presidente della Fondazione Dimitri, si è preso le sue responsabilità. Dopo una direzione artistica del Teatro finita male, dopo una pausa di riflessione e dopo sei mesi di lavoro, ieri ha presentato il programma di spettacoli per tutto il 2018. Si trattava di tornare a darsi una rotta, valorizzando le proprie specificità e la propria tradizione, ma con lo sguardo rivolto in avanti. Lui, che ogni anno gira il mondo e scopre artisti, era la persona giusta per farlo, insieme a Emmanuel Pouilly e il resto della sua «squadra».

Da venerdì 16 marzo al 31 dicembre abbiamo contato circa 110 date in un cartellone in cui non mancano certo gli appuntamenti suggestivi. A Verscio arriveranno il nuovo spettacolo di Peter Brook (6 e 7 aprile, in prima svizzera), Richard Galliano (3 ottobre) o la Banda Osiris (8 settembre). Si aprirà con regolarità una finestra sulla letteratura, si farà scoprire il lavoro degli studenti dell’Accademia e degli ex studenti, si intensificherà la collaborazione con teatri e artisti locali (fra cui la Compagnia Finzi Pasca). Soprattutto, anche grazie al nuovo tendone che verrà montato nel parco, si proverà a identificare il Teatro Dimitri con quanto di più interessante accade a livello internazionale nel circo, nella clownerie e anche nella “magia”. Il tendone verrà inaugurato da Gravity & Other Myths, una compagnia di acrobati australiani scoperti dallo stesso Dimitri in Arkansas.

David, che cosa ti ha convinto a calarti in questo ruolo?

«In passato a mio papà ho detto che io qui non sapevo starci. Però è arrivato il momento in cui lui mi ha chiesto di non lasciarlo, che senza di me non sapeva cosa fare... Mi ha motivato molto, mi son detto che saremmo dovuti restare qui e continuare questo lavoro, prendendone anche tutta la gioia. Ho la fortuna di avere molti contatti. È una ricerca condivisa anche con mia sorella Masha, che a sua volta ha una rete di conoscenze. Chiaro, a un certo punto bisogna fare delle scelte, però non mi vedo del tutto come direttore artistico. Piuttosto come quello che valuta se si può continuare in questo lavoro, dal punto di vista economico è sempre come camminare sul filo»...

Che cosa non ha funzionato nell’ultima direzione? Quale linea vorreste dare ora al Teatro?

«Nella mia famiglia abbiamo tutti competenze diverse, in più ci sono i nostri collaboratori. Non serve ingaggiare qualcuno che non ha capito che cosa si fa qui e non può sapere di che cosa c’è bisogno. Questo ha causato un danno enorme. Abbiamo fatto una pausa e ora siamo ripartiti con nuovo slancio. Il primo valore è questo luogo. Se non avessimo fatto qualcosa subito, avremmo perso molto di quel che qui si è creato. Così ho riunito la mia équipe e ho detto “ragazzi, adesso costruiamo qualcosa per bene”. Era settembre scorso, avevamo sei mesi. Quando ho detto che volevo un programma per tutto l’anno hanno sgranato gli occhi, poi tutti si sono messi al lavoro con entusiasmo. Abbiamo cercato di rinnovarci, evitando le ripetizioni nel programma e cercando il giusto mix di proposte innovative».

Che cosa è il circo contemporaneo?

«Il circo non è più solo quello tradizionale, con gli animali, come il Knie. Oggi ha sviluppato una tecnica affine al teatro e alla danza, noi ci siamo specializzati in questo senso anche con la nostra scuola. C’è tutto un movimento, sorto negli ultimi vent’anni, in cui si usano le tecniche del circo in modo nuovo; un triplo salto mortale non è solo uno show di tecnica ma parte di uno spettacolo più creativo. La tecnica oggi porta molto più lontano, così pure la nuova magia e la clownerie. Non si tratta più del clown con il naso rosso e la parruca blu che picchia il martello in testa al suo compagno, ma di poesia, di un attore circense che racconta una storia e fa passare delle emozioni. Ci sono dei gioielli in tutto il mondo, alcuni dei quali verranno qui. La magia moderna è sconosciuta qui da noi, ma è un approccio creativo che con l’illusione fa sognare in modo intelligente, reinventando in modo originale ogni possibilità tecnica».

Lassù sul filo non hai mai paura?

«Di solito no. Se viene un po’ di fifa è perché non si è ben preparati, magari c’è un aspetto tecnico che può rendere insicuri oppure un elemento esterno come il vento. Al contrario, io vivo per stare lassù»

David alza gli occhi, cerca il campanile. «Mi piacerebbe andarci. Quasi quasi un giorno tiro un filo e lo faccio».

Info: teatrodimitri.ch.

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