Soldini ha partecipato alla missione di Emergency che ha soccorso 113 migranti, tra cui donne incinte e minori, sbarcati a Genova con segni di violenze subite in Libia.
"Questi ragazzi, donne e uomini e bambini sono scappati da un inferno e hanno voglia di vivere una vita normale. Spero solo che trovino quello che sognano".
Così il velista italiano Giovanni Soldini dopo lo sbarco a Genova dei 113 migranti soccorsi, in due diverse operazioni, dalla nave Life Support di Emergency. Soldini ha partecipato come soccorritore alla missione.
"Abbiamo concluso lo sbarco - afferma Domenico Pugliese, comandante della nave - e finalmente dopo oltre quattro giorni di navigazione i naufraghi soccorsi in questa missione sono potuti scendere a terra. Durante questa lunga traversata, che è stata dura soprattutto per le donne in gravidanza e i più fragili, lo staff di Emergency si è preso cura di tutte le le persone soccorse".
Tra le persone soccorse ci sono nove donne, di cui due in gravidanza, e 36 minori. Il naufrago più piccolo ha un anno e mezzo e viaggia con la famiglia. I migranti sono stati visitati dal personale della sanità marittima prima di poter scendere dalla nave.
"Stanno quasi tutti bene - spiega il dottore Paolo Cremonesi, ex primario del pronto soccorso e ora consulente dell'ospedale Galliera - ma alcuni hanno cicatrici e segni di torture, pure di fratture, per le violenze che hanno raccontato di aver subito in Libia".
Gli operatori di Emergency hanno raccolto la testimonianza di uno dei ragazzi. "Sono partito solo da Khartoum l'anno scorso. Ho deciso di scappare e in poche settimane ho raggiunto la Libia con alcuni amici. La polizia libica ci ha arrestati senza motivo, rubandoci tutto. Ci obbligavano a lavorare tutto il giorno, mangiando pochissimo. Quando ci fermavamo per la fatica, venivamo picchiati e minacciati".
"Siamo poi riusciti a partire da Zawiya e siamo stati in mare due giorni prima di essere soccorsi. Avevamo ormai l'acqua alle caviglie, mischiata al carburante, nel buio più totale. Quando abbiamo visto la nave abbiamo pensato fosse la Guardia costiera libica, solo dopo alcuni minuti abbiamo realizzato di essere in salvo".