Nel videomessaggio all'incontro internazionale, il Pontefice ribadisce che non esistono guerre sante e che la preghiera è la forza umile dei credenti.
"Dobbiamo ricostruire ovunque la pace, non preparare altre guerre! La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio! Per noi credenti, 'combattere in nome della religione significa, in realtà, colpire la religione stessa'. Non c'è nessuna guerra santa: solo la pace è santa!".
È il grido lanciato dal Pontefice in un videomessaggio inviato ai partecipanti all'Incontro internazionale "Pace disarmata e disarmante", ad Assisi. "Proprio in questi tempi di cultura della potenza - aggiunge -, c'è bisogno di far crescere lo spirito di Assisi, che è rifiuto della legittimazione religiosa della guerra, spirito di mediazione e dialogo".
Lo spirito di Assisi, continua, è "esperienza contemplativa e azione creativa per un futuro di pace - sottolinea il Pontefice -. Sì, perché la pace deve tornare a essere l'ideale comune dei popoli, la stella che guida ogni nostra scelta, il criterio che smaschera l'ingiustizia, l'orizzonte comune di tutte le genti".
"Per questo - osserva dopo aver evocato i 40 anni dalla edizione profetica di san Giovanni Paolo II del 1986 proprio nella città di San Francesco - la strada iniziata ad Assisi nella comune ricerca della pace è, prima di tutto, la via della preghiera. La preghiera può sembrare debole di fronte alle potenze del mondo, ma è la forza umile dei credenti. Ci rivolgiamo a Dio che dona la pace: tocchi il cuore di chi vuole la guerra e il terrorismo. E non dimentichiamolo: non si prega mai invano!".