I giudici milanesi dispongono misure cautelari e sottolineano la necessità di risposte educative oltre che punitive per i ragazzi coinvolti.
Si può affermare, "anche con un velo di amarezza, che tutti i giovani" indagati per gli scontri a Milano dello scorso fine settimana "siano portatori di un disagio, che, lungi dal giustificare le loro condotte, che hanno infatti assunto rilevanza penale, meriti una riflessione del mondo adulto e soprattutto una risposta in termini educativi, oltre che in termini punitivi, che li possa sostenere nella ripresa del percorso evolutivo in maniera diversa e più responsabile". E che li "porti in futuro a fare scelte di distinzione in termini di legalità, di rispetto degli altri e dei beni della collettività".
Lo scrive il Tribunale per i minorenni di Milano in una delle ordinanze emesse dopo le convalide degli arresti e con cui ha disposto misure cautelari del collocamento in comunità o di obbligo di permanenza in casa. I giudici parlano di una "triste vicenda che ha visto la città di Milano ferita da condotte per lo più poste in essere da giovanissimi". E ritengono anche che "il primo arresto degli indagati possa aver sortito un forte ammonimento per la ripresa del percorso evolutivo e per il distacco da condotte devianti".