La nipote Tina, 78 anni, ha identificato quasi per caso il tenente Ciro Caretti al Sacrario di Oslavia, chiudendo una ricerca familiare durata oltre un secolo.
Per 109 anni la famiglia del tenente dell'esercito italiano Ciro Caretti, caduto sul fronte orientale durante la Prima guerra mondiale, ha cercato di sapere dove fossero i suoi resti. A chiudere la ricerca, alla vigilia della cerimonia del 24 settembre a Redipuglia per il rientro in Italia di 32 militari caduti sul fronte sloveno durante la Prima guerra mondiale, è stata la nipote Tina, 78 anni.
A rendere nota la storia sono l'Ufficio italiano per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa (Utcmd), insieme con la stessa Tina. Il ritrovamento è avvenuto quasi per caso: davanti a una lapide al Sacrario di Oslavia la donna ha letto il nome Ciro Caretti. Poteva essere un'omonimia. La verifica, avviata tramite il direttore del Sacrario e gli archivi della Direzione Storico-Statistica dell'Utcmd, ha confermato che si trattava proprio di suo nonno.
Caretti, tenente del 270° Reggimento Fanteria, era caduto il 1° settembre 1917. Già nel 1954 la famiglia, attraverso un legale, aveva chiesto notizie al cappellano militare di Redipuglia, convinta che fosse sepolto lì. La ricerca aveva dato esito negativo. Da allora i familiari avevano continuato a recarsi al Sacrario, lasciando un fiore anche nella cripta dei Caduti ignoti.
Tina ha conservato per anni pochi oggetti: vecchie notizie e un medaglione con la fotografia di Ciro e dei suoi due figli. A spingerla è stata anche una promessa fatta alla madre. Dopo la conferma, è tornata a Oslavia e ha lasciato sul loculo una lettera e un fiore: "Sono qui a portarti il fiore che avrebbe voluto portarti tua figlia più di cento anni fa".
"Dietro ogni nome custodito nei nostri Sacrari c'è una persona, una famiglia, una storia", osserva il generale Andrea Rispoli, capo dell'Utcmd. Il ritrovamento, sottolinea, restituisce un'identità e un luogo alla memoria familiare. "La digitalizzazione dei registri dei Caduti italiani in Italia e all'estero rende oggi le ricerche più semplici e consente di incrociare le informazioni contenute negli archivi con maggiore rapidità e precisione", aggiunge.
Mentre la ricerca di Tina trova così la sua risoluzione a Oslavia, il 24 settembre Redipuglia tornerà a essere luogo di restituzione della memoria: al Sacrario arriveranno dalla Slovenia le urne contenenti le spoglie di 32 militari italiani. Sono soldati che erano caduti sul fronte sloveno nella Prima guerra mondiale. Un momento che le autorità militari intendono celebrare con rilevanza e solennità. Le urne, infatti, riceveranno gli onori militari davanti alla tomba del Duca d'Aosta, prima della Messa in suffragio. È prevista una cerimonia alla presenza delle autorità militari e della Sottosegretaria di Stato al Ministero italiano della Difesa Isabella Rauti.