La decisione del giudice è arrivata dopo sei giorni di deliberazioni e l'impossibilità della giuria di raggiungere un verdetto unanime a causa di un giurato dissenziente.
L'esito delude sia l'accusa sia la difesa e rende difficile un nuovo procedimento con una nuova giuria. Non sarà infatti facile trovare giurati che non abbiano seguito il caso e non abbiano già un'opinione al riguardo. All'annullamento si è arrivati al termine di una giornata convulsa e fatta di colpi di scena. Di fronte a una giuria non in grado di raggiungere un verdetto al sesto giorno di deliberazioni, il giudice William Sullivan ha dichiarato il processo nullo. Una decisione che si è scontrata con l'opposizione di Kevin Reddington: l'avvocato della donna si è alzato in aula e ha chiesto di poter ricorrere all'alta corte dello stato per evitare un annullamento. Sullivan gli ha concesso un'ora per procedere. La Corte Suprema statale ha tenuto un'udienza di emergenza ma, alla fine, non ha contraddetto il giudice del procedimento, ufficializzando di fatto l'annullamento del processo. Reddington ha usato parole dure lasciando l'aula di tribunale contro il giurato dissenziente che, secondo gli appunti del presidente della giuria, aveva dubbi sulla consapevolezza dell'imputata rifiutandosi di votare sulla sua assoluzione alla quale, apparentemente, erano propensi gli altri 11 giurati. "Ha rubato sette settimane" agli altri giurati: "spero che quell'uomo riesca a dormire sonni tranquilli", ha detto il legale di Clancy. Che ci fosse un giurato che "non seguiva la legge" era già emerso nei giorni scorsi, quando la giuria lo aveva fatto notare al giudice. Sullivan in ben due occasioni nell'ultima settimana ha ripetuto ai giurati le istruzioni, ordinando loro di continuare a deliberare. Ma non è stato abbastanza: alla fine a causa del giurato dissenziente non è stato possibile raggiungere un verdetto.
La giuria aveva un compito non facile. Clancy ha ammesso di aver strangolato i suoi tre figli - Cora, Dawson e Callan rispettivamente di 5 anni, 3 anni e otto mesi - nel seminterrato di casa il 24 gennaio del 2023 mentre il marito era fuori a sbrigare delle commissioni. Dopo l'uccisione, la donna ha cercato di togliersi la vita: si è tagliata i polsi e la gola, poi si è lanciata da una finestra del secondo piano dell'abitazione riportando lesioni alla colonna vertebrale che l'hanno paralizzata per tutta la vita. La questione sottoposta alla giuria composta da nove uomini e tre donne riguardava la capacità mentale di Clancy di essere ritenuta penalmente responsabile al momento dei fatti. I legali della donna hanno sostenuto che la donna fosse in preda a una psicosi post-partum, mentre l'accusa che avesse agito in modo intenzionale.
Il caso ha incollato l'America alla TV e l'ha spaccata, con molte donne che si sono schierate con Clancy denunciando il non facile accesso ai servizi per le madri che hanno problemi mentali quali la depressione post-partum o la psicosi post-partum. A seguire il caso è stato anche Donald Trump, che ha commentato: "Era difficile non farlo visto che era ovunque in TV. Una terribile tragedia. Penso che ci sarà un nuovo processo - ha messo in evidenza -. È una situazione terribile, lei ha fatto una cosa orribile e per questo c'è un prezzo da pagare. Andrà in un'istituzione per problemi mentali o in prigione".