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05.10.2021 - 20:57

Cultura e Salute, al via un corso all’Usi

Il nuovo percorso formativo, aperto anche al pubblico, fa parte delle nuove iniziative del progetto Cultura e Salute sostenuto dalla Città di Lugano e dalla Fondazione Ibsa

Il progetto Cultura e Salute era stato presentato nel marzo 2020, un momento al contempo opportuno e sfortunato: opportuno perché una riflessione scientificamente informata sul rapporto tra attività culturali e salute – che, ricordiamo, non è semplice assenza di malattia, ma uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale – era più che mai necessario; sfortunato perché l’emergenza pandemica stava portando a bloccare (anche) eventi e manifestazioni culturali.

Adesso, dopo un primo intervento con l’iniziativa “Parole che curano” con scampoli poetici negli spazi pubblici, questo progetto della Città di Lugano e della Fondazione Ibsa per la ricerca scientifica entra dal vivo con tre nuove attività che sono state presentate ieri in conferenza stampa. La prima è il rinnovato sito www.culturaesalute.ch che da semplice “aggregatore di iniziative” è pronto per diventare il punto di riferimento per le informazioni sul tema del rapporto tra cultura e salute mettendo in evidenza ricerche, pratiche e progetti artistici e culturali. Una sorta di banca dati che, ha spiegato direttore della Divisione cultura della Città Luigi Di Corato, sarà aggiornato regolarmente. Realizzato dal Dipartimento ambiente costruzioni e design della Supsi, il sito punta sull’accessibilità, con strumenti per venire incontro a chi ha difficoltà visive o cognitive.

La seconda novità di Cultura e Salute vede la collaborazione con un nuovo partner: l’Università della Svizzera italiana con la creazione di un corso accademico all’interno della Facoltà di scienze biomediche. Gli appuntamenti di questo corso si rivolgono ovviamente agli studenti – fanno parte dell’offerta facoltativa con crediti formativi – ma sono anche aperti al pubblico. Si tratta, ha spiegato il decano della facoltà Giovanni Pedrazzini, di un tema sempre più importante per la pratica medica. Importante e confermato non solo dall’esperienza degli operatori, ma anche da ricerche condotte da vari istituti, come evidenzia un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità. Un importante arricchimento delle competenze dei futuri medici:non solo la cultura fa bene, ma in alcuni casi può essere considerata una vera e propria cura.

Il corso si struttura in sette gli incontri in calendario che affrontano il tema da vari punti di vista, partendo dalla relazione di un ospite internazionale – tra cui, il 22 novembre, il neuroscienziato Vittorio Gallese – seguito da un dibattito con due relatori provenienti “da due mondi”: l’architetto Mario Botta a confronto con l’oncologa Sillke Gillessen Sommer, l’artista Michelangelo Pistoletto con il neurologo Alain Kaelin, il direttore d’orchestra Markus Poschner con il chirurgo Pietro Majno-Hurst, per citarne alcuni. Il primo incontro, il 18 ottobre dalle 18, vedrà come relatore l’esperto di cultura e salute Enzo Grossi seguito dallo psichiatra Graziano Martignoni e dal professore di salute pubblica Emiliano Albanese. Info: usi.ch/cultura-e-salute.

Infine, i convegni che la Fondazione Ibsa dedica da tempo agli argomenti di punta della ricerca scientifica: adesso ogni anno uno di questi Forum, ha spiegato la direttrice Silvia Misiti, sarà sul rapporto tra cultura e salute. Il 26 e 27 novembre il primo Forum svizzero Cultura e Salute sarà occasione per presentate le evidenze scientifiche e le migliori buone pratiche a livello internazionale oltre ad alcuni casi di studio per i quali è stato aperto un bando.

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