laRegione
Nuovo abbonamento
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
17 ore
Ascona, tre serate di Jammin’ for New Orleans
Una cinquantina di concerti organizzati da JazzAscona con band ticinesi, svizzere e italiane da giovedì 2 a sabato 4 luglio
Culture
17 ore
Covid-19, da Suisa un aiuto da 1,5 milioni
La società di diritti d'autore ha istituito un fondo per compositori, autori ed editori musicali per compensare le perdite dell'annullamento di eventi
Arte
17 ore
I sei artisti vincitori del Premio culturale Manor 2020
Il riconoscimento a sostegno dei giovani artisti svizzeri è andato anche alla ticinese Marta Margnetti che a novembre esporrà al Masi di Lugano
Spettacoli
18 ore
Da Piazza Grande alla Ssr, il Pardo a casa
Il Locarno film festival porta dodici film, passati negli ultimi anni in Piazza Grande, alla Rsi
Scienze
18 ore
Cern, osservata una nuova particella esotica fatta da 4 quark
La scoperta, che potrebbe aiutare a comprendere la forza che tiene assieme i nuclei degli atomi, effettuata nell'ambito dell'esperimento LHCb
Scienze
1 gior
Seimila anni buttati via
L'aumento accelerato della temperatura media cancella millenni di clima temperato
Scienze
1 gior
Il bosco fa respirare l'Europa
Le foreste concorrono ad assorbire ogni anno 806 milioni di tonnellate di anidride carbonica
Scienze
2 gior
La discriminazione di genere c’è anche dove non si vede
Secondo una ricerca, preconcetti sull'abilità lavorativa delle donne presenti soprattutto in chi pensa che la parità sia stata raggiunta
Spettacoli
2 gior
The show must go on. Nonostante la pandemia
Le difficoltà per il settore degli eventi rimangono, come ci spiega Gabriele Censi: Senza il pubblico il settore degli eventi morirebbe.
Scienze
2 gior
Cina, scoperto un virus potenzialmente pandemico
Studiosi lo hanno identificato ed è simile a quello resonsabile dell'influenza H1N1 che causò vittime e paure nel 2009
Spettacoli
2 gior
Premio d’onore del cinema svizzero per Markus Imhoof
Il regista premiato per “la sua perpetua ricerca dell'umanità, che mescola politica e aneddoti personali”
Società
14.05.2020 - 16:470

Le calze di nylon compiono ottant'anni

il 15 maggio 1940 iniziò negli Stati Uniti la vendita ufficiale, quattro milioni di paia in quattro giorni

La scena madre del film "Il Laureato", in cui l'affascinante seppur matura Mrs Robinson, ovvero Anne Bancroft, seduta sul bordo del letto si sfila le calze di nylon, per sedurre il neolaureato Benjamin Braddock, interpretato da Dustin Hoffman, ha popolato i sogni erotici d'intere generazioni maschili. Le gambe perfette dell'attrice erano esaltate dal quel velo trasparente che lasciava scoprire la pelle con un gesto voluttuoso.

Le calze di nylon, la cui nascita è avvenuta 80 anni fa. In verità fu nel 1935 che Wallace Hume Carothers scoprì il nylon, materiale senza il quale le calze non sarebbero mai state realizzate. Carothers depositò il brevetto nel' 37, ma venti giorni dopo si suicidò, perdendo l'occasione di godersi il successo.

Il termine nylon deriva da No-Run (non si smaglia) nome dato dai ricercatori. Ma alla DuPont non erano convinti del nome. Si pensò d'invertire le vocali (Nuron) e poi di cambiare la parola in Nulon. Tuttavia, in base ad alla legge sulla protezione del marchio, non fu permesso di utilizzare questo nome, pertanto si continuò a cercare finché si approdò al termine Nylon. La ditta DuPont pubblicizzò la sua invenzione a partire dal '38 mettendo in luce un suo possibile utilizzo per le calze da donna.

Il 24 ottobre 1939 le prime calze di nylon fecero il loro ingresso sul mercato: 4000 paia di calze di nylon prodotte per eseguire il test di prova vennero vendute in poche ore. Dopo questa vendita di prova, il 15 maggio 1940, ebbe inizio la vendita ufficiale in tutto il Paese. Nei primi quattro giorni vennero venduti quattro milioni di paia di calze.

Dopo il 1942, ossia dopo l'ingresso degli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale, il nylon assunse un nuovo ruolo. Grazie alla sua resistenza, suscitò l'interesse delle forze armate, tanto che per la produzione di calze venne utilizzato quasi esclusivamente il nylon. Le calze di nylon diventarono così merce rara, usata sul mercato nero come moneta di scambio. Meno nota è la contemporaneità della scoperta del poliammide negli Usa, e in Germania, dove il prodotto venne chiamato Perlon.

Il gruppo IG Farben, produttore del Perlon in Germania, venne smantellato dagli Alleati dopo la fine della guerra. Le calze fashioned cominciarono la loro marcia trionfale dagli States. Nel 1945 la produzione e la vendita delle calze di nylon prese un nuovo slancio: a New York in sei ore vennero vendute oltre 50mila paia. La calza di nylon diventò così un accessorio irrinunciabile per le donne. Dive come Rita Hayworth e Jane Russel mostravano quanto fossero belle le gambe se si indossavano le calze di nylon.

All'inizio, le calze avevano uno spessore compreso tra i 70 e 40 denari, che si ridusse fino ad ottenere, attorno al 1950, calze con una trasparenza pari a 10 denari. Negli anni '50 e '60 il nylon ha conosciuto tassi di crescita eccezionali. Indossare le calze di nylon con la cucitura dietro la gamba diventò un simbolo dei tempi. Quando però vennero introdotte le macchine per maglieria tubolare, le calze persero "la riga".

Arrivano i collant. Nel 1959 la ditta DuPont fece brevettare l' elastane con il nome Lycra, materiale con la proprietà di allungarsi fino a quattro volte la lunghezza originaria senza perdere la forma. Utilizzando nylon e lycra assieme è stato possibile, intorno al 1960, produrre i primi collant di nylon. Il vantaggio dei collant è rappresentato dalla scomparsa del reggicalze, fino a quel momento indispensabile. La comparsa della minigonna favorì il cambiamento e fino agli anni '70 le giarrettiere furono sostituite dai collant. A partire dalla fine degli anni '90, la domanda di collant diminuì, a causa, da un lato, della comparsa di tessuti sempre più resistenti rispetto al nylon e alla lycra, e dall'altro alle nuove abitudini assunte dalle donne di portare calzini sportivi al posto dei collant di nylon, pantaloni al posto delle gonne.

Poi c'è stato il momento della rinuncia ai collant anche d'inverno a 20 sotto zero a New York perché la moda imponeva gambe nude anche se si rischiava l'assideramento. Per fortuna questa stupida tendenza è finita. Al momento il mercato sembra essersi stabilizzato e le donne sembrano aver riscoperto che le calze sono un simbolo di femminilità.

© Regiopress, All rights reserved