Servette
3
Aarau
1
fine
(0-1)
Lucerna
0
Thun
2
fine
(0-0)
Zurigo
3
Young Boys
3
fine
(2-0)
Lugano
2
Zugo
2
2. tempo
(1-2 : 1-0)
Servette
CHALLENGE LEAGUE
3 - 1
fine
0-1
Aarau
0-1
 
 
34'
0-1 MISIC PETAR
1-1 STEVANOVIC DALIBOR
58'
 
 
2-1 SEVERIN YOAN
84'
 
 
3-1 FOLLONIER DANIEL
90'
 
 
MISIC PETAR 0-1 34'
58' 1-1 STEVANOVIC DALIBOR
84' 2-1 SEVERIN YOAN
90' 3-1 FOLLONIER DANIEL
Venue: Stade de Geneve.
Turf: Natural.
Capacity: 30,084.
Ultimo aggiornamento: 20.10.2018 21:18
Lucerna
SUPER LEAGUE
0 - 2
fine
0-0
Thun
0-0
SCHULZ MARVIN
5'
 
 
KNEZEVIC STEFAN
31'
 
 
 
 
63'
0-1 SORGIC DEJAN
SCHWEGLER CHRISTIAN
66'
 
 
 
 
69'
SORGIC DEJAN
 
 
70'
HEDIGER DENNIS
 
 
83'
TOSETTI MATTEO
SCHWEGLER CHRISTIAN
84'
 
 
 
 
90'
KABLAN CHRIS
 
 
90'
0-2 SALANOVIC DENNIS
5' SCHULZ MARVIN
31' KNEZEVIC STEFAN
SORGIC DEJAN 0-1 63'
66' SCHWEGLER CHRISTIAN
SORGIC DEJAN 69'
HEDIGER DENNIS 70'
TOSETTI MATTEO 83'
84' SCHWEGLER CHRISTIAN
KABLAN CHRIS 90'
SALANOVIC DENNIS 0-2 90'
Venue: Swissporarena.
Turf: Natural.
Capacity: 16,490.
Distance: 116km.
Sidelined Players: FC LUZERN - VOCA IDRIZ (Susp.), RODRIGUEZ FRANCISCO (Injured).
FC THUN - KARLEN GREGORY (Injured).
Ultimo aggiornamento: 20.10.2018 21:18
Zurigo
SUPER LEAGUE
3 - 3
fine
2-0
Young Boys
2-0
1-0 ODEY STEPHEN
8'
 
 
2-0 KOLOLLI BENJAMIN
10'
 
 
RUEGG KEVIN
37'
 
 
 
 
40'
SOW DJIBRIL
ODEY STEPHEN
47'
 
 
 
 
55'
2-1 HOARAU GUILLAUME
3-1 KOLOLLI BENJAMIN
58'
 
 
 
 
61'
WOLFLI MARCO
MODOU PA
61'
 
 
 
 
61'
SANOGO SEKOU
 
 
64'
3-2 NGAMALEU MOUMI
 
 
69'
3-3 HOARAU GUILLAUME
KRYEZIU HEKURAN
73'
 
 
 
 
86'
LAUPER SANDRO
 
 
90'
NSAME JEAN-PIERRE
 
 
90'
VON BERGEN STEVE
8' 1-0 ODEY STEPHEN
10' 2-0 KOLOLLI BENJAMIN
37' RUEGG KEVIN
SOW DJIBRIL 40'
47' ODEY STEPHEN
HOARAU GUILLAUME 2-1 55'
58' 3-1 KOLOLLI BENJAMIN
WOLFLI MARCO 61'
61' MODOU PA
SANOGO SEKOU 61'
NGAMALEU MOUMI 3-2 64'
HOARAU GUILLAUME 3-3 69'
73' KRYEZIU HEKURAN
LAUPER SANDRO 86'
NSAME JEAN-PIERRE 90'
VON BERGEN STEVE 90'
Venue: Stadion Letzigrund.
Turf: Natural.
Capacity: 26,104.
Distance: 95km.
Sidelined Players: FC ZURICH - PALSSON VICTOR (Injured).
Ultimo aggiornamento: 20.10.2018 21:18
Lugano
COPPA SVIZZERA
2 - 2
2. tempo
1-2
1-0
Zugo
1-2
1-0
 
 
1'
0-1 SENTELER
1-1 WALKER
2'
 
 
 
 
20'
1-2 SIMION
2-2 REUILLE
30'
 
 
SENTELER 0-1 1'
2' 1-1 WALKER
SIMION 1-2 20'
30' 2-2 REUILLE
Ultimo aggiornamento: 20.10.2018 21:18
Società
09.06.2018 - 17:300

Ekaterinburg, la città dei mondiali a cavallo tra continenti

Circondata dall’immensa taiga e da molti piccoli laghi, la capitale degli Urali 
è il punto esatto in cui l’Europa termina e inizia la grande Asia

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

A testimoniare l’incontro dei due continenti, a Ekaterinburg – oltre alla presenza di uno degli snodi principali della Transiberiana – nel 1837, a 40 km dal centro città, è stato eretto un obelisco circolare a due facce, una rivolta appunto a Ovest, l’altra a Est. Costruito a un’altitudine di 413 metri, sullo spartiacque dei fiumi Iset e Chusovaya, il cippo è popolare quanto il meridiano di Greenwich o l’Equatore e legittimato, per i più scettici, da studi scientifici che hanno analizzato in modo approfondito la zona, confermandola come il confine fra due mondi.

La capitale degli Urali però, oltre ad essere la sola città al mondo ad appartenere a due continenti, è famosa per essere avvolta da tanti misteri, primo fra tutti l’assassinio dell’intera famiglia imperiale il 16 luglio 1918. Come tutte le località imperscrutabili, per ogni storia e leggenda c’è un corrispettivo doppio fondo, storie delle storie, leggende delle leggende.

Indipendenza e industria

Ekaterinburg la mistica, conosciuta per le sue miniere, le sue gemme e le sue fabbriche, è la quarta città più popolosa della Russia (quasi 1 milione e mezzo di abitanti) e principale centro industriale, economico e culturale degli Urali. Mosca è lontana, dista quasi 2’000 chilometri, ma Ekaterinburg è da sempre abituata a vivere per conto proprio. Infatti, fino al 1990 la metropoli è rimasta chiusa agli stranieri per la presenza sul proprio territorio di numerosi impianti militari.

La città che ha dato i natali all’ex Presidente Boris Eltsin, che ha visto la sua ascesa e le guerre fratricide fra gruppi mafiosi negli oscuri anni Novanta, ha ripreso il suo nome originale solo dopo la caduta dell’Unione Sovietica. In seguito alla rivoluzione russa fu nominata Sverdlovsk, in onore di Yakov Sverdlov, braccio destro di Lenin, morto per un’epidemia nel 1919. La trasformazione di Sverdlovsk in un importante centro industriale avvenne durante il Secondo conflitto mondiale. Proprio in quel periodo drammatico, moltissime fabbriche e istituzioni tecniche furono trasferite nell’attuale Ekaterinburg, rimanendovi anche dopo il 1945.

È stata la storia a rendere strana e affascinante la città di oggi, un melting pot di stili, epoche, correnti, contribuendo alla sua aura particolare e indecifrabile. Tant’è vero che a ogni angolo di Ekaterinburg ci si immerge in un’epoca diversa: quella della sua fondazione, il 1723, quando lo Zar Pietro il Grande ne decise l’edificazione con l’obiettivo di creare una città-fabbrica al fine di sfruttare le immense risorse minerarie degli Urali, quella sovietica di città chiusa e votata esclusivamente alla realizzazione del sogno socialista e quella attuale, frenetica e bulimica di nuove idee e nuovi commerci.

Stratificazione storica

Del periodo zarista le testimonianze sono molteplici: primo fra tutti il nome – in onore della moglie di Pietro, l’Imperatrice Caterina I – e poi i palazzi raffinati, le vecchie case in legno e il luogo simbolo che ha visto lo sterminio dell’ultima famiglia imperiale (e la fine di un mondo). Poco dopo la rivoluzione, nel maggio 1918, i Romanov furono trasportati a Ekaterinburg da Tobolsk e lì, nelle cantine di Casa Ipatyeva (o Ipatiev), fucilati. L’edificio fu demolito per volere di Eltsin, allora Governatore della regione, nel 1977. Oggi vi sorge la Cattedrale sul Sangue in memoria dell’evento. Ganina Yama è invece la foresta fuori città dove i corpi dello Zar Nicola II, dell’Imperatrice Alessandra e dei loro figli vennero gettati dopo l’uccisione. Proprio in quei boschi, la Chiesa ortodossa ha fatto erigere, in loro memoria, il Monastero dei Santi Martiri. L’epoca sovietica è invece ben visibile nei khrushchevki – condomini standardizzati; nome è tratto dal nome del politico Nikita Krusciov –, nelle fabbriche e stabilimenti militari, negli istituti tecnici, nei musei. Mentre l’Ekaterinburg contemporanea si riconosce nei quartieri moderni, nelle strutture avveniristiche, negli uomini d’affari, nel nuovo stadio che ospiterà i Campionati del mondo di calcio. 

A differenza di altre città russe, Ekaterinburg non ama lo scintillio e l’ostentazione eccessiva, preferisce essere un porto confortevole sul lungo percorso della ferrovia Transiberiana, un solido campo base prima di lanciarsi nell’esplorazione delle montagne degli Urali. La foresta boreale, dal canto suo, l’avvolge e la protegge, custodendo i suoi misteri e la sua autenticità.

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