Sviluppato da City of Hope e pubblicato su Nature Medicine, il test combina biomarcatori e intelligenza artificiale per individuare la malattia in stadi iniziali.
Verso la diagnosi precoce del cancro del pancreas con un prelievo di sangue, potenzialmente in grado di rilevare persino le lesioni precancerose, anticipando così la formazione stessa della neoplasia: è il risultato dei ricercatori di City of Hope, una delle più grandi e avanzate organizzazioni USA dedicate alla ricerca e alla cura del cancro.
L'esame, presentato su Nature Medicine, è risultato altamente sensibile nell'individuare tumori al pancreas di stadio 1 e 2 (stadio precoce). Il test sperimentale è stato inoltre in grado di identificare la displasia di alto grado - una condizione precancerosa del pancreas - consentendo potenzialmente un intervento prima che il tumore si sviluppi.
Uno dei motivi per cui il tumore al pancreas rimane così letale è che solitamente viene diagnosticato in ritardo, dopo che si è già diffuso. Il tumore registra infatti uno dei tassi di sopravvivenza più bassi tra tutte le neoplasie.
Il test analizza un campione di sangue cercando tre marcatori del tumore al pancreas: microRNA circolanti, microRNA esosomiali e una proteina chiamata CA19-9. Il test utilizza quindi l'intelligenza artificiale per combinare le tre misurazioni in un unico punteggio che stima il rischio del paziente. Si tratta del primo test sperimentale a combinare questi tre biomarcatori in un'unica analisi.
I ricercatori hanno sperimentato il test su quasi 1.800 pazienti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia con risultati molto incoraggianti. L'esame ha identificato correttamente il tumore al pancreas allo stadio 1 e 2 nell'87% dei casi, mentre il tasso di falsi positivi è stato del 3% nei gruppi a basso rischio e del 16% in quelli ad alto rischio.
Il test, inoltre, ha rilevato anche la displasia di alto grado - una condizione precancerosa avanzata spesso considerata tumore al pancreas allo "stadio 0" - in più del 64% dei casi. Questo risultato, affermano i ricercatori, potrebbe aiutare i medici a identificare meglio quali cisti pancreatiche richiedano un monitoraggio attivo o un intervento prima che si sviluppi un tumore invasivo.