Piccard e Borschberg sottolineano l'eredità tecnologica e l'attività della fondazione, nonostante lo schianto del velivolo
Esattamente 10 anni fa, il 26 luglio 2016, l'aereo a energia solare Solar Impulse 2 completava il primo giro del mondo senza carburante. A distanza di un decennio, i due piloti, Bertrand Piccard e André Borschberg, ritengono che "l'avventura continui", nonostante le difficoltà della transizione energetica e il recente schianto del velivolo.
Durante il suo giro del mondo, Solar Impulse 2 ha percorso 43'041 km senza carburante grazie a circa 17'000 celle fotovoltaiche installate sulle sue ali. Questo periplo in 17 tappe è durato oltre 16 mesi, fino all'atterraggio ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove era giunta ad accoglierlo anche la consigliera federale dell'epoca, Doris Leuthard.
Del peso di una tonnellata e mezza ma largo quanto un Boeing 747, Solar Impulse 2 ha volato a velocità comprese fra 50 e 100 km/h, ad altitudini fino a 9300 metri.
Nel corso di questo volo storico, Bertrand Piccard e André Borschberg hanno battuto vari record del mondo. Il secondo ha in particolare attraversato il Pacifico in poco meno di cinque giorni tra Giappone e Hawaii, il che rimane ad oggi il più lungo volo in solitaria mai realizzato.
Dieci anni dopo, Piccard rileva che "Solar Impulse ha provato che combinando le tecnologie ecologiche già esistenti, possiamo realizzare ciò che molti pensavano impossibile."
Citato in una nota pubblicata in occasione di questo decimo anniversario, il vodese stima che "il successo della nostra missione è stato il catalizzatore di molte altre iniziative." Questo è d'altronde ormai lo scopo della fondazione Solar Impulse, il cui obiettivo è individuare soluzioni ecologiche e redditizie.
La fondazione afferma di aver certificato "oltre 1'600 sistemi, prodotti, processi e dispositivi, ciascuno dei quali è stato convalidato sia per i suoi benefici ambientali che per la sua sostenibilità economica."
Ora più che mai, Piccard invita a coltivare "lo spirito pionieristico" e a trasformare "le tecnologie rivoluzionarie in soluzioni concrete che migliorino il nostro mondo. Ecco perché l'avventura continua!"
Dal canto suo, Borschberg giudica anche "estremamente appassionanti" questi cambiamenti, in particolare nel suo ambito dell'aviazione. Riconosce tuttavia una certa "frustrazione" constatando "a che punto il nostro settore adotta lentamente le nuove soluzioni."
Questa realtà ha del resto appena colpito l'azienda H55, da lui fondata sulla scia di Solar Impulse. La società con sede a Sion ha annunciato alla fine di giugno una ristrutturazione, abbandonando in particolare la tecnologia interamente elettrica per puntare maggiormente su quella ibrida. Verranno tagliati una cinquantina di posti di lavoro.
Ciononostante, Borschberg continua a credere nella trasformazione del settore. "L'aviazione si è sempre evoluta grazie a un'innovazione audace, alla perseveranza e alla collaborazione", sottolinea.
In questo decimo anniversario vi è un triste epilogo: Solar Impulse 2 è precipitato in mare lo scorso maggio mentre volava senza pilota. Venduto nel 2019 al gruppo ispano-americano Skydweller Aero, che l'ha trasformato in drone, effettuava un volo di prova sopra il Golfo del Messico quando, trascinato in una zona di cattivo tempo, non è riuscito a ricaricare le sue batterie. In panne di energia, ha perso quota prima di schiantarsi in mare.
"Malgrado la perdita di questo gioiello tecnologico, l'impresa storica del Solar Impulse 2 e la sua eredità rimangono intatte", afferma la fondazione. La spedizione compiuta il 26 luglio 2016 ha "aperto la strada a una nuova visione dell'aviazione sostenibile e dimostrato il potenziale trasformativo dell'innovazione nel campo delle tecnologie sostenibili."