Nel giorno dell'enciclica "Magnifica Humanitas" Rifkin mette a confronto ontologia della sostanza e del processo e indica cooperative, reti open source e Generazione Z come fattori di cambiamento
Il confronto sull'ontologia dell'Intelligenza artificiale deciderà se la vita avrà un futuro nel nostro universo, con la Generazione Z e una IA delle persone con risorse più distribuite, non in mano a pochi, potrà segnare una svolta. È la riflessione, nel giorno dell'enciclica di papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale "Magnifica Humanitas", di Jeremy Rifkin, economista e sociologo statunitense, uno dei massimi teorici della transizione ecologica, autore del libro di prossima uscita 'Rescuing the Future: Reimagining Artificial Intelligence in a World on the Edge'.
"Ontologia è il termine filosofico che descrive la natura dell'essere umano", spiega Rifkin in un intervento sulla sua newsletter, che si concentra sulla differenza tra "ontologia della sostanza", dove il mondo è visto come un insieme di oggetti isolati, autonomi e statici, e l'"ontologia del processo", che considera la vita e gli ecosistemi come reti relazionali dinamiche, interconnesse e in costante evoluzione. "La grande domanda esistenziale in questo momento critico della storia è: viviamo nel primo o nel secondo mondo? - si chiede il saggista -. Lo svolgersi del confronto sull'ontologia dell'IA probabilmente deciderà se la vita avrà un futuro nel nostro universo".
"A partire dal primo decennio del ventunesimo secolo e con un'accelerazione nel secondo decennio, una manciata di aziende di intelligenza artificiale si sono trasformate da nicchia a giganti aziendali globali, stimolando un profondo ripensamento della visione ontologica del mondo con il prevalere dell'ontologia della sostanza", aggiunge il saggista, che spiega come ora "stia prendendo piede in diverse regioni del mondo l'intelligenza artificiale delle persone", fatta da piccole e medie aziende e cooperative che si avvalgono di infrastrutture distribuite "gestite con una governance dei beni comuni, connesse da reti open source, aperte, in omologhi controparti in tutto il mondo".
Un altro fattore di cambiamento potrebbe essere la Generazione Z, "una controforza che si basa sull'ontologia del processo" che sta entrando nel mondo del lavoro e sconvolgendo "il modo in cui la società concepisce il commercio, la governance, la società civile e il mondo accademico. Questa generazione emergente vede l'esistenza come interattiva e comunitaria. Rende omaggio all'intelligenza artificiale collettiva di tutta la vita sul pianeta e sostiene l'ontologia del processo".
Per Jeremy Rifkin è probabile che "l'intelligenza artificiale delle persone entro la metà del secolo supererà i giganti dell'IA. Questo ripensamento - conclude - ci porterà da un'era morente di progresso a un'era emergente di resilienza, si spera in tempo per salvare il nostro pianeta nel ventunesimo secolo".