Come il paziente sta rispondendo alle terapie e le sue possibilità di sopravvivenza sono informazioni che stanno scritte in semplici selfie: confrontando foto scattate nel corso del tempo da persone affette da un tumore, un algoritmo di Intelligenza Artificiale chiamato FaceAge è in grado di fornire una stima di come è cambiata l'età biologica del paziente e se le cure stanno ottenendo il successo sperato. Lo afferma lo studio del Mass General Brigham di Boston pubblicato sulla rivista "Nature Communications", che potrebbe aiutare a personalizzare i trattamenti e a definire meglio la frequenza e l'intensità delle visite di controllo.
FaceAge non è nuovo: è stato presentato dallo stesso gruppo in uno studio pubblicato a maggio dello scorso anno sulla rivista "The Lancet Digital Health". L'algoritmo è in grado di stabilire l'età biologica di una persona da una sua foto, ma ora i ricercatori coordinati da Raymond Mak e Hugo Aerts suggeriscono che lo stesso strumento possa produrre valutazioni più precise e utili dello stato di salute mettendo a confronto scatti fatti in momenti diversi.
"Il monitoraggio dell'età facciale nel tempo tramite semplici foto offre un biomarcatore non invasivo ed economico - afferma Aerts - che ha il potenziale di informare le persone sul loro stato di salute".
Gli autori dello studio hanno fornito a FaceAge due fotografie, fatte a distanza di tempo, per ciascuno di quasi 2'300 pazienti affetti da un tumore che si sono sottoposti ad almeno due cicli di radioterapia tra il 2012 e il 2023. L'algoritmo calcola come è cambiata l'età biologica tra uno scatto e l'altro e divide il punteggio ottenuto per l'intervallo di tempo: un numero più elevato indica che la probabilità di sopravvivenza è inferiore. I risultati mostrano che, in media, l'età biologica dei pazienti supera del 40% la loro età cronologica, e sottolinea dunque un invecchiamento accelerato.