La capsula Orion è ammarata sana e salva nell'oceano Pacifico, al largo delle coste della California, a Sud-Ovest di San Diego. Si è conclusa così questa notte la missione Artemis II che a 56 anni dal volo dell'Apollo 8 ha portato un equipaggio nell'orbita della Luna.
Sono così ritornati sulla Terra gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover Christina Koch e Jeremy Hansen. Il rientro è avvenuto senza problemi e i paracadute che hanno rallentato la capsula si sono aperti regolarmente.
In seguito gli astronauti della missione Artemis II sono usciti dalla capsula Orion, aiutati dal personale a bordo della nave di recupero, ma con un fuori programma: non sono arrivati a bordo della nave di recupero, ma a soccorrerli sono stati gommoni che avevano il compito di accompagnare la capsula alla nave.
Mettere in sicurezza e accompagnare la capsula fino alla nave non è stato infatti possibile a causa di forti correnti che hanno reso difficile stabilizzare il veicolo. Mentre alcuni membri del personale medico entravano nella navetta per sostenere l'equipaggio, un gruppo di sommozzatori arrivato con i gommoni ha raggiunto la navetta tentando di sistemare il collare di stabilizzazione, una sorta di grande salvagente che serve a tenere in equilibrio la capsula.
Nel frattempo, nel centro di controllo della NASA a Houston, il direttore di volo richiamava il personale che si era allontanato. A oltre un'ora e mezza dall'ammaraggio non c'è stata altra soluzione che far uscire i quattro astronauti dalla capsula, aiutandoli a salire sui gommoni.
Sempre in mare aperto, gli astronauti sono poi stati recuperati dagli elicotteri della Marina Militare degli Stati Uniti, che li hanno portati alla nave quando erano trascorse quasi due ore dall'ammaraggio.
Victor Glove e Christina Kock sono stati i primi ad affacciarsi dal loro elicottero e per un po' sono rimasti seduti sul bordo del portellone. Lo stesso hanno fatto, su un altro elicottero, il comandante Reid Wiseman e Jeremy Hansen. L'amministratore capo della NASA, Jared Isaacman, è poi andato a salutarli.
Tutti e quattro erano sorridenti e tutti sono riusciti a camminare, anche se con passo incerto, per raggiungere l'infermeria di bordo, dove sono stati sottoposti ai controlli medici.
Secondo quanto ha riferito la Casa Bianca, anche Donald Trump ha assistito in diretta all'ammaraggio di Artemis II. Il presidente degli Stati Uniti, che in quel momento si trovava ad un evento MAGA in Virginia, ha fatto allestire una televisione per sé e i suoi ospiti.
"Congratulazioni al grande e talentuoso equipaggio di Artemis II. L'intero viaggio è stato spettacolare, l'atterraggio è stato perfetto e, in qualità di presidente degli Stati Uniti, non potrei esserne più orgoglioso! Non vedo l'ora di vedervi tutti presto alla Casa Bianca. Lo rifaremo e poi, prossimo passo: Marte!", ha scritto Donald Trump sul suo social Truth dopo l'ammaraggio di Orion.
Artemis II "è stata una missione perfetta", ha detto Jared Isaacman subito dopo l'ammaraggio, mentre attendeva l'arrivo della capsula Orion a bordo della nave di recupero. "Sono senza parole, è stato un momento incredibile", ha aggiunto, ed è stato anche "il risultato di un grande lavoro di squadra, anche con i nostri partner internazionali".
In proposito, Isaacman ha ricordato l'accordo firmato recentemente con l'Agenzia Spaziale Italiana sulla realizzazione di un modulo per la futura base sul suolo lunare. "Stiamo costruendo una presenza duratura sulla Luna", ha detto ancora.
Quanto agli astronauti della missione Artemis II, "hanno dimostrato di essere dei grandi professionisti, grandi comunicatori e anche dei poeti: veri e propri ambasciatori dell'umanità". I dati raccolti in questa missione, ha detto ancora l'amministratore capo della NASA, "sono preziosi per preparare la missione Artemis III" alla quale, ha aggiunto, già dal 20 aprile si comincerà a lavorare nell'Edificio di integrazione dei veicoli (VAB) del Kennedy Space Center.