Scienze

Esa lancia i primi due nanosat della missione Celeste per la navigazione in orbita bassa

Parte la costellazione di 11 nanosat per testare nuove tecnologie e segnali nelle bande L e S; lancio da Māhia con razzo Electron

28 marzo 2026
|

Lanciati i primi due nanosatelliti della costellazione Celeste. La missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) prevede complessivamente 11 nanosatelliti destinati a sperimentare nuove tecnologie per la navigazione satellitare in orbita terrestre bassa, in modo da raggiungere ambienti difficili, come aree urbane profonde, vegetazione fitta, regioni polari e ambienti chiusi, ed essere così complementari al sistema di navigazione europeo Galileo. Il lancio, inizialmente previsto per il 25 marzo e rinviato per maltempo, è avvenuto oggi dalla base di Māhia, in Nuova Zelanda, con un razzo Electron dell'azienda Rocket Lab.

I due nanosatelliti, costruiti rispettivamente dalle aziende Gmv e Thales Alenia Space, sono i banchi di prova per validare nuove tecnologie e nuovi segnali e funzioneranno nelle bande L e S, in conformità con le normative dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni.

"Con questa missione, stiamo esplorando nuove frontiere della navigazione satellitare", ha detto il direttore generale dell'Esa Josef Aschbacher. "Celeste dimostrerà come una costellazione di navigazione satellitare in orbita terrestre bassa possa integrare l'attuale sistema europeo Galileo in orbita terrestre media. Celeste — prosegue Aschbacher — è stata tra le prime missioni dell'Esa ad adottare un approccio di sviluppo ispirato al New Space, consentendo un dispiegamento più rapido e flessibile dei satelliti e delle capacità tecniche e, in ultima analisi, garantendo che l'Europa rimanga all'avanguardia nell'innovazione della navigazione satellitare".

Per il direttore della Navigazione dell'Esa, Francisco-Javier Benedicto Ruiz, "con Celeste, l'Esa sta facendo in modo che l'Europa continui a essere all'avanguardia nell'innovazione nei settori del posizionamento, della navigazione e della sincronizzazione. La missione dimostrerà come un livello complementare in orbita terrestre bassa possa potenziare gli attuali sistemi di navigazione europei, rendendoli più resilienti, più robusti e in grado di fornire servizi completamente nuovi".

Da un'orbita più vicina alla Terra, infatti, Celeste potrà inviare segnali più robusti e nuove frequenze e potrà essere il banco di prova in orbita per applicazioni per la navigazione di veicoli autonomi e per i settori ferroviario, marittimo e aeronautico, oltre a garantire una maggiore copertura nelle zone delle città più difficilmente raggiungibili e nelle regioni polari remote, supporto in caso di emergenze e connettività per l'internet delle cose.