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Keystone
Recidive del 40%
08.03.2022 - 10:59
Aggiornamento: 14:53

Leucemia, trovato il silenziatore molecolare che causa recidive

Si chiama PRC2 ed è un complesso proteico che può essere bloccato con un farmaco sperimentale di cui sono già state verificate sicurezza e tollerabilità

Scoperto il ‘silenziatore’ molecolare che permette alla leucemia mieloide acuta di sfuggire al sistema immunitario causando il 40% delle recidive dopo trapianto di midollo osseo: si chiama PRC2 ed è un complesso proteico che può essere bloccato con un farmaco sperimentale di cui sono già state verificate sicurezza e tollerabilità. Lo dimostra uno studio pubblicato su Cancer Discovery dall’Ospedale San Raffaele di Milano col sostegno di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.

La leucemia mieloide acuta è un tumore del sangue che origina nelle cellule staminali presenti nel midollo osseo: molto aggressivo, colpisce soprattutto gli uomini sopra i 60 anni, sebbene possa insorgere anche nei bambini. La terapia più efficace è il trapianto di midollo: la parziale incompatibilità tra donatore e ricevente fa sì che i linfociti del donatore possano riconoscere e distruggere le cellule tumorali del paziente perché in superficie esprimono una diversa classe di proteine HLA.

Purtroppo, però, in circa la metà dei casi il tumore ricompare e non è più riconoscibile dai linfociti perché in superficie non presenta più le proteine HLA: ciò accade perché il Dna che serve a produrle viene coperto e silenziato dal complesso proteico PRC2. "Per scoprire il ruolo di PRC2 abbiamo confrontato tra loro i campioni di sangue raccolti dai nostri pazienti alla prima diagnosi della malattia e nella fase di recidiva dopo trapianto", spiega Luca Vago, professore associato di Ematologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e group leader della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive dell’Ospedale San Raffaele, coordinatore dello studio insieme a Raffaella di Micco, group leader dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di Milano e New York Stem Cell Foundation Robertson Investigator.

"L’accesso ai campioni clinici ci ha anche permesso di testare con successo l’efficacia di alcuni inibitori di PRC2, farmaci sperimentali che si candidano a diventare le prime terapie potenzialmente utili contro questo tipo di recidive post trapianto".

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