Si studia anche il carapace del granchio (Ti-Press)
Scienze
23.06.2019 - 13:020
Aggiornamento : 13:54

Da cammello e medusa materiali per riprarare il corpo

Nuove frontiere della ricerca italiana nella medicina rigenerativa, con stampante 3D

Dal pelo di cammello all'osso di seppia, dalla seta del ragno al carapace del granchio: sono sempre più numerosi i materiali di origine animale con cui si possono produrre gel, matrici e strutture tridimensionali da usare in medicina rigenerativa per riparare tessuti e organi del corpo come pelle, ossa, cartilagini, cuore e perfino cervello.

In futuro potranno essere stampati anche in 3D, per creare le impalcature su cui coltivare organi e 'pezzi di ricambio'. Ad aprire questi scenari sono gli studi condotti all'Università di Trento dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria industriale guidati da Antonella Motta e da quelli del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica di Nicola Pugno.

"La natura produce materiali avanzatissimi che non si possono riprodurre artificialmente: per questo nei nostri laboratori prendiamo ispirazione da piante, animali e insetti non solo per quanto riguarda le molecole usate, ma anche i processi produttivi, in modo da creare nuovi materiali e oggetti dalle proprietà inedite, che siano biocompatibili e capaci di interagire con le cellule del corpo umano per accelerare i processi di guarigione", spiega Motta.

Nei laboratori trentini sono già pronti biopolimeri nati dal carapace dei granchi, bioceramiche prodotte con l'osso di seppia e tanti altri materiali in attesa di essere sperimentati sull'uomo. Perché arrivino sul mercato, sottolinea l'esperta, "bisogna lavorare ancora molto sul versante delle normative e dei controlli di sicurezza che ne certifichino la qualità lungo la filiera".

 

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